Baia, bella e americana…

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Lo guardo quel cielo turchese. Lo guardo ogni volta. E la sento sotto la pelle la strofa del vento, che liscia quelle pietre antiche in mezzo al deserto. Le sento ogni volta. Tornare è sempre un bene se andare è la tua canzone. Ancora qui. Ancora una volta.

I muri di adobe del cortijo che alla sera si fanno arancioni nel sole e lui, sfacciato si mette a colorare come un pittore pazzo, questo pezzo di mondo che sa ancora della Vecchia Spagna ma che adesso chiamano America. E’sera e so già che Clint sta preparando uno dei suoi micidiali margaritas, ma devo montare ancora un cavallo, un puledro e vado nel tramonto che adesso accarezza il deserto del New Mexico come la mano di una fidanzata. La mia puledra è baia e bella e soffia che neanche un drago. La mia sella è nuova e cigola come una sedia vecchia. Le mie ossa sono quelle di sempre, piene di segni, rotte ma intere, forti come la mia volontà. Respiro. Chiudo gli occhi. Ringrazio quel qualcosa o qualcuno che mi ha permesso ancora di esserci qui, oggi. Di montare un puledro bello e svelto e selvatico sul bordo di una Frontiera che non smetterò mai d’amare. Saranno tutte le botte prese e ridate. Saranno le lacrime versate, le risate a crepapelle, le rinunce e le vittorie, saranno gli anni. Ma questo posto continuerà ad esserci anche quando io non sarò più. Queste rocce e quelle montagne laggiù, orlate di bianco come la giarrettiera di una bella donna, ci saranno sempre. Eterne, solide, solenni.

Le mie gambe adesso stringono piano i fianchi felini di una puledra sdoma e americana. I miei speroni si muovono piano e suonano antichi ed è bello starli a sentire e la baia giovane e sensuale come una ragazza bruna e pericolosa e senza scrupoli, gira le orecchie indietro, ascolta quella nota che sembra un campanello fantasma e serra le labbra ed io l’accarezzo come farei con la mia donna. La mia carezza è un bacio lungo e lei inizia a leccarsi le labbra e sospira e butta fuori il suo fiato dolce di fieno che mi arriva al naso e mi seduce per bene. Stiamo tutti e due fermi lì per qualche minuto. Zitti come statue abbandonate… Ci godiamo questa pace che sappiamo entrambi sarà breve ed indimenticabile. Come le cose migliori, come la Vita.

Sono in New Mexico. Sono felice. Sarà tutto il male che mi hanno fatto, saranno tutte le botte brutte incassate e saranno tutti i segni, i lividi e le cicatrici ma questa sera qui, me la sono meritata e senza nessun dubbio.

Quindi filo via con la puledra che si muove come una pantera nella sera, trotta giusta per un pò poi le piglia di sgroppare per bene ma ci sto su, che in fondo restarci su è il mio vecchio mestiere e mentre lei mi tira un paio di sberle come si devono, io aspetto che passi e mi godo ogni salto e poi trottiamo di nuovo nel deserto ed ecco che sento ancora il suo fiato dolce e buono e le passo la mano sulla criniera e le accarezzo la groppa e lei sospira e si mette al passo e si lecca ancora le labbra, bella e baia lei. Bella e baia, sissignore.

Poi torniamo piano, gli zoccoli che sbattono sulle piccole pietre e le fanno rotolare tra i cespugli spinosi e questa cosa ha un suono tutto suo che non so spiegare ma è un bel suono e lo potete sentire solamente qui, fidatevi. Vedo il cortijo da lontano, fuso nel tramonto d’oro mentre la brezza fresca e profumata scende dalle Sangre De Cristo e mi porta l’umore dei pini e dei fiori. La baia americana si muove bene, mi sembra di montare un grosso puma guardingo. Arrivo a casa. Che per me casa è sempre stata dove dissello il mio cavallo, la sera, e questo fatto semplice mi ha sempre cacciato in un mare di guai complicati.

Natalia e Clint sorridono e chiacchierano oltre il muro di adobe. Natalia. Splendida di una bellezza che lei non sa, nobile nel suo muoversi leggero, con quella mano flamenca che spiega le cose meglio della sua voce gaia. Posso vedere la luce del sole che attraversa i loro bicchieri pieni di ghiaccio e di succo di agave, li attraversa come fa con i vetri di una chiesa. Tolgo la sella alla baia americana, lo faccio lentamente, ci metto il tempo che ci vuole, lei sospira piano, le accarezzo la criniera nera di seta buia, le parlo sottovoce come tutti i mandriani del mondo fanno con i loro cavalli anche se non sono veramente i loro cavalli ma lo sono quel giorno. Lei si volta a guardarmi. Ha occhi selvatici e fieri e spavaldi e un pò spaventati, occhi giovani e scuri che si incrociano con i miei, che sono del colore di un paio di vecchi jeans consumati, per niente profondi come i suoi. Stiamo lì un pò noi due. La brusca nella mia mano passa lungo la sua schiena, intorno ai suoi fianchi e giù, indietro fin lungo la folta coda. Le piace. Abbassa la testa appena, respira, manda via un pò del suo piccolo fiato dolce con un respiro che mi dice tutto quello che volevo sapere. Io sono pazzo per i cavalli, lo sono sempre stato. Ma questa sera, questa baia americana, si è innamorata di me.

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ERRA Traditional Ranch Roping 3d Meet.

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Ci siamo ritrovati ancora. I “soliti sospetti” per la terza volta, per davvero, per bene. Abbiamo iniziato a darci da fare da…Giovedì. Lavoro in piano, pro cutter, stockmanship. Un caldo impossibile ma abbiamo tenuto duro. Noi ed i nostri cavalli. Degli Dei con coda e criniera  che ce l’hanno messa tutta. La veranda apparecchiata della Zia Molly ha reso possibile ai nostri quattro vaqueros mezzi morti di caldo di rinfrescarsi con dosi copiose di Zin che hanno combattuto il morso del sole feroce. Poi il…Venerdì. La Big Loop Arena sembrava il Colosseo. Polvere, bestie ed eroi. Insieme a tenere alto il nome. Il nostro nome. Quello del manipolo dei Lupi di Ranch Academy. Poca gente. Poche chiacchiere, tanta sostanza. Questo siamo e lo ripetiamo. Sempre.

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Giornate dure ma bellissime. Cercare l’Arte Equestre “de Campo”, andare a caccia d’eccellenza. Pochissimi mandriani convinti. Fieri, sereni, veri. Abbiamo cercato di mettere in chiaro le ultime tecniche apprese, migliorate e rivisitate in Oregon e in Nevada con i nostri Maestri Buck Brannaman e Dave Stoddart. Piccole cose grandi. Quelle che fanno la differenza. Tra essere e apparire. Traditional Ranch Roping sul bestiame diviso in sezioni : vitelli, manzi, vacche. Lanci diversi, gestioni differenti. Posizioni, distanze, tecniche di “vuelta”. Non ci dimentichiamo mai che siamo in Accademia…a studiare seriamente quest’Arte Equestre rurale e ruvida ma talmente difficile e impossibile da apparire ai nostri occhi…irresistibile.

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Sabato. Mattino: Lavoro in piano dedicato al Vaquero Dressage. Poi gara. E’ andata bene. Molto bene. Bei cambi di galoppo, buoni stop. Gli spin corretti nella maggior parte dei casi. Transizioni attente. Natalia ha seguito tutti con dedizione e tutti i nostri binomi hanno migliorato le figure e la precisione. Anche e soprattutto questo, segna la “sottile linea rossa”… Non sono “soltanto” ranch horses i nostri. Sono i migliori ranch horses in giro da queste parti…

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Pomeriggio: Team Branding. Sotto il tetto dell’arena coperta abbiamo risparmiato la benvenuta pioggia ai nostri cavalli e nel fresco della sera, tutti in mandria a continuare il workshop del venerdì. Imperativo comune…handling e tie-off. Stanchi e felici poi, dopo il governo eravamo tutti alla Molly’s Tavern a sbranare leccornie e rilassarci un pò. A cuccia presto e pronti per il giorno dopo.

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Domenica. Inizia il torneo. La pioggia batte fitta, ma il cuore dei nostri vaqueros batte più forte. Iniziamo con il Team Branding. Parecchi No Time nel primo go. Poi si affiatano le squadre e dal secondo si inizia a ragionare ed i punteggi si alzano. Bene. Si prosegue con il Big Loop Contest. Storia difficile ma si combatte bene contro la difficoltà di tenere aperto un loop di venti piedi…bravi tutti. Anche i rookies che ci hanno dato dentro con impegno…Pomeriggio. Cow Doctoring. Gara tesa. Teams a sorteggio. Bellissima.

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La sera di nuovo in mandria tutti. Ognuno a correggere difetti e sbavature tecniche nel consueto workshop dopo gara. Poi premiazioni e saluti. Come ogni volta anche questa tappa è stata faticosa, impegnativa e splendida. Forse la migliore di tutte. Le gare per noi sono un gioco. Un mezzo, non un fine. Il fine è esprimere un bel Traditional Ranch Roping. Con Stile. Eleganza. Bellezza. Tutti sono tornati a casa con più tecnica sotto la sella e profonda tradizione nel cuore. Tutti hanno vinto.

EUROPEAN RANCH ROPING ASSOCIATION…This is Ranch Roping!

Traditional Ranch Roping …in Tuscany.

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Traditional Ranch Roping. Noi ci siamo per questo.

Cerchiamo con PROFESSIONALITA’ di insegnare, comunicare e difendere questa Antica Tradizione. Per garantire onestamente una didattica funzionale continuiamo ad aggiornarci con i più grandi Maestri del giro…non per darci delle arie ma perchè non vogliamo vendere aria fritta. Con noi si impara e si migliora perchè la nostra Accademia è fondata sulla Coerenza. Siamo quello che sembriamo. Dietro l’apparenza, c’è la sostanza. Appena tornati dagli Stati Uniti dove abbiamo tenuto un clinic di Vaquero Horsemanship & Ranch Roping (un bel successo che si ripeterà visto che siamo stati nuovamente convocati. E poi branding, Big Loop Rodeo e tante altre avventure che vi racconteremo a breve…) e siamo saltati giù in Toscana al Baroldi Ranch, Arezzo…un bel posto dove mettere le basi per il TRADITIONAL RANCH ROPING nel Centro Italia…

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Sono state giornate lunghe, calde e buone. Mandria fresca, mai roppata, belle situazioni tecniche. Tutti giovani tori da iniziare. Figure Eight e Hawk Shots. E’stato buon modo di riprendere il nostro ritmo consueto di andare e continuare ad andare ancora senza fermarsi  e lamentarsi…mai. I nostri cavalli ci hanno dato dentro davvero. Nonostante la lunga pausa americana erano pronti e duri e massicci come soldati in prima linea.

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I nostri studenti hanno sfidato caldo e fatica tirando diritto fino a sera. Quel bel “cutting pen” ha visto un bel lavoro di squadra prima su Vaquero Horsemanship e poi sul Traditional Ranch Roping…abbiamo lavorato tutti insieme su concetti di base e  situazioni più impegnative, poi sul pascolo abbiamo studiato la stockmanship e le varie figure del branding tradizionale.

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Il nostro ringraziamento va a Marco Baroldi e tutti gli amici intervenuti. L’avamposto toscano di Ranch Academy è ben difeso e custodito e torneremo presto nella bella tenuta tra i boschi e le colline di querce e di lecci a respirare ancora quel profumo unico che questa terra unica e feconda ci regala ogni volta.

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