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Prima tappa ERRA…due giorni da Buckaroos.

La ERRA Task Force in missione…..a tenuta dell’ Argento

Sarà perchè quando ci incontriamo tutti  e di nuovo, il mondo sembra giusto, sarà perchè siamo proprio un gruppo formidabile, o forse per via di quello “spirito di corpo” che soltanto chi è dentro al nostro branco di lupi riesce a capire…sarà per questo e per una mandria di altri motivi ma i due giorni trascorsi assieme sono stati nuovamente strepitosi. Cavalli, corde, polvere e sudore, sorrisi e ghignate, ruggiti e muscoli tesi. Sguardi, pensieri, passione, ossessione. STILE, bellezza e un Equitare antico, da riproporre con semplice ed aristocratico gusto. NOI. Di nuovo. Insieme. Tra tori, manze, bestie, bestiacce ed eroi a ricordarci che questa storia qui, almeno , per come ce la viviamo noi, è qualcosa che assomiglia al culto dell’ Arte Marziale che gli antichi Samurai nutrivano per la loro fede di guerrieri.

Vaqueros durante il Buckaroo Party…davanti al campfire del Rockin AN Cowcamp

La reata è la nostra spada….THINK…il nostro grido di guerra, Ray & Buck i nostri comandanti. Abbiamo vissuto quarantotto ore da leoni…e leonesse…Due giorni di mani strette con amicizia, di emozioni condivise con pathos, di sorrisi tesi nella polvere dell’ arena , con una mandria stavolta difficilissima tra cariche di tori scatenati, manze selvatiche come antilopi, cavalli in bridle belli e fantastici, puledri freschi e un pò broncy…non è mancato nulla. Le sgroppate di quelli verdi, i bei gesti dei professori (…i cavalli…), i nitriti, i muggiti, le corse dei nostri cattledogs tra i garretti veloci, tanto ranch roping, tanta tradizione, tanta voglia di fare bene, tanta serietà , tanto impegno, tanto divertimento sano e vero, tanta equitazione, tanta dedizione…tanta roba…. come dice il nostro Lupo2.

Che due giorni gente, belli, belli davvero… di quelli che danno la carica, che fanno scorrere il sangue che riforniscono la cartuccera dell’anima con nuove munizioni, due giorni che ti viene voglia di farli ancora e viverli di nuovo, domani, nonostante le ossa ammaccate, i lividi e il sudore, nonostante la fatica, le mani spellate dei ropes, le cornate prese, le botte e la polvere tra i denti. Che buona e bella sensazione dentro. Che grande rispetto nutro per i miei…LUPI. gente strana e storta come me. Tra noi non ce ne è uno normale. E vorrei vedere. Siamo un branco di personaggi che se ci avesse conosciuti Pirandello ci avrebbe scritto su per una vita. Che branco di matti fuori di testa…ognuno con le sue vite strambe, i mestieri più dissimili, le gioe ed i dolori intensi e vissuti da ognuno, con stoica integrità.

Campfire al Cowcamp…

Gli voglio bene a questa gente io. Gli voglio proprio bene, ma proprio tanto e li ammiro, li ammiro di brutto che mi viene voglia di abbracciarli tutti sti lupi qui…che hanno una voglia e una grinta, hanno una passione e un’ ossessione che davvero una banda di Samurai sarebbe fiera di loro. Grandi esseri umani. Buckaroos, Vaqueros, Cowboys anche per un giorno…ma con stile e determinazione ed un…feel, impressionante.

EUROPEAN RANCH ROPING ASSOCIATION  & RANCH ACADEMY….Tanta Roba…

Sono fiero di loro, di tutti loro. Prendono quello che viene col sorriso sulla faccia bella e con l’umiltà nel cuore, sempre comunque e senza discussioni. Anche quando sono in “flusso” e con delirante ossessione li incito come fossero una squadra di rugby…e loro bum! li a pugnare da guerrieri con onore, nobiltà, fierezza e forza che spacca. Bravi, bravi, bravissimi. Siete una grande soddisfazione per me. Siete la forza che mi spinge ad andare avanti. Irriverenti, tosti, coraggiosi e fedeli. Grazie Lupi. Grazie di Cuore. Grazie di esistere.

Andrea Drew Lupo1 Mischianti

PROSSIMI APPUNTAMENTI E.R.R.A./I.B.S. Aprile 28-29 Vaquero Challenge, special event, Fattoria Rio dell’ Acqua, Noceto, Parma. Giugno 9-10 Buckaroo Roundup Seconda Tappa & Ranch Rodeo C.Guest ranch, Pavia Luglio 21-22 Terza Tappa 17 Ranch, Asti. Settembre 15-16 Practice & Jackpot 17 Ranch, Asti.  Ottobre 27-28 EUROPEAN RANCH ROPING FINALS C.Guest Ranch, Pavia

Feel,Timing & Balance….la doma del puledro, secondo noi…

LA DOMA DEL PULEDRO, di Drew Mischianti (c) ALL RIGHTS RESERVED

“Un puledro non si doma, si educa”, diceva Ray Hunt.

Secondo questo presupposto, noi di Ranch Academy seguiamo una filosofia centrata sulla comunicazione naturale minimizzando stress e pressione in modo da iniziare le fasi fondamentali del rapporto tra uomo e cavallo con grande chiarezza e totale rispetto reciproco. Questo percorso inizia dalle prime ore di vita che sono fondamentali per il futuro psico fisico di un puledro. Noi poniamo molta attenzione a non “pasticciare” troppo il nuovo nato, lasciando che il suo istinto si esprima in maniera naturale cercando quel contatto atavico con la madre che è comune a tutti noi mammiferi. Ci discostiamo infatti da teorie troppo invasive che prevedono l’intervento dell’ uomo già in situazioni immediatamente post parto. In poche parole, nelle prime ore , lo lasciamo in pace.

Ovviamente nella prima settimana di vita cerchiamo di introdurre un rapporto progressivo tra noi ed il nuovo arrivato procedendo per gradi e con molta attenzione a non invadere la sua sfera emotiva naturale che in questa fase della sua vita è , a nostro modo di vedere , sacra e inviolabile. Lavoriamo invece molto sulla madre del puledro, in modo che si fidi di noi e ci conceda di entrare nei suoi spazi che, istintivamente difende. La chiave per conquistare la fiducia e l’affetto del puledro è infatti proprio lei.

Se la madre si fida di noi, lo farà immediatamente anche il figlio. Attraverso una serie di manipolazioni tattili ed un contatto con il rope ( nostro strumento principale di comunicazione )   arriviamo con grande naturalezza e senza alcun trauma a condurre il nostro giovane amico  accanto a noi, ma non presentiamo la cavezza se non dopo il primo mese di vita. Con questo atteggiamento riusciamo sempre a non avere alcun problema con il puledro ma la chiave , lo ripetiamo è il grande rapporto di fiducia e rispetto che instauriamo con la fattrice. Tra i due ed i sei mesi dovremmo iniziare a condurre il puledro con la cavezza  e considerare che ogni circa cinque sei settimane ci sarà necessità di pareggiare i piedi. Per questo il lavoro sulla cessione alla pressione dei piedi è fondamentale per permettere un buon controllo degli intereventi di pareggio. Ognuna di queste sessioni deve essere piacevole per il puledro e non rappresentare un momento di stress. I primi sei mesi di vita di un puledro sono importantissimi per il suo futuro e si deve assolutamente evitare ogni tipo di trauma o incidente.

Noi aspettiamo sempre che i nostri puledri abbiano compiuto due anni o due anni e mezzo prima di iniziare a montarli. Nel frattempo lavoriamo con loro , presentadogli come un gioco flessioni laterali, indietreggiamento, flessione verticale e cessione alla pressione attraverso il “rilascio” della pressione stessa. Occorrono tempismo e conoscenza piuttosto che tecnica e metodo. Se si applicano tecniche e metodi con cieca fede negli stessi e non si valutano le differenze psicofisiche dei vari puledri si rischia di fare danni, anche gravi. L’importante infatti è l’atteggiamento, non il metodo. Ogni cavallo è diverso dall’ altro e ne vanno rispettati pregi e difetti, concededo ad ognuno il tempo necessario per poter assimilare con tranqullità le nuove informazioni che si presentano ogni giorno ne corso del processo educativo. Troppo spesso ci si sofferma sulla parte fisica della “doma” del puledro, ignorando invece l’aspetto psicologico ed emotivo che è fondamentale e necessario per il buon esito della stessa.

Una volta che il puledro è morbido e fiducioso, cede alle pressioni a terra, si lascia condurre alla cavezza senza resistente e comunque il suo atteggiamento è sereno e rilassato, si può iniziare a presentargli la sella. Precedentemente avremo già creato una zona di fiducia nell’ area delle cinghie e sulla schiena del puledro in modo tale che si possa poi sellare senza alcuna difesa da parte del cavallo.  Generalmente per noi sellare un puledro rappresenta un momento che non prevede alcun tipo di tensione, in quanto nei mesi precedenti abbiamo lavorato bene e con attenzione per conquistarci la simpatia e la collaborazione del nostro giovane amico. In ogni caso, precedentemente avremo già montato il puledro a pelo per abituarlo al nostro peso, iniziando a comunicargli le direzioni in modo molto più diretto e naturale. Verso il terzo anno d’età il puledro inizia ad essere pronto per sostenere fisicamente un lavoro leggero ma continuativo. Crediamo molto nel montare il puledro con la cavezza e non essere precipitosi  nell’impiego del filetto. Una volta che il cavallo risponde bene alle direzioni con la cavezza introdurremo il filetto con grande attenzione alla bocca delicata del nostro giovane amico. Alterniamo anche lunghi periodi di sessioni “bridless” ovvero, senza imboccatura per lavorare bene sulla comunicazione attraverso le gambe ed il nostro assetto, concentrandoci sulla posizione corretta da tenere in sella. Concediamo inoltre alcune settimane di riposo ai nostri puledri, in modo che possano sviluppare naturalmente tendini, ossa e muscoli ed affrontare il fuuro senza lesioni pregresse. Spesso selliamo un cavallo esperto, generalmente uno dei nostri castroni da lavoro per condurre il puledro sottomano, in campagna , presentandogli gli ostacoli naturali con progressione. La guida di un cavallo più anziano ed esperto sarà fondamentale per costruire in lui una solida fiducia nelle proprie capacità ed eviterà a noi di trovarci a risolvere problemi che , invece in questo modo si concludono con naturale immediatezza. Ovviamente l’educazione di un puledro deve essere portata avanti da cavalieri esperti e dotati di buon senso. I requisiti necessari sono competenza, tempismo e capacità di “sentire” il cavallo. Sono doti naturali enfatizzate dallo studio e rifinite con l’esperienza. La “doma” fai da te non porta mai a buoni risultati e spesso si traduce in situazioni pericolose per il binomio.

E’ un dovere ed una missione per noi concedere al cavallo il tempo necessario per poter comprendere le nostre riichieste. Ogni cavallo è diverso dall’ altro ed è nostro compito essere in grado di gestire la sua intelligenza emotiva, lavorando insieme con assoluta collaborazione reciproca. A volte questo richiede tempo. Altre volte è molto più rapido del “sistema tradizionale” basato su forza ed intimidazione. Lavorando con competenza, seguendo le linee guida che ci hanno insegnato i grandi maestri come Brannaman, Hunt, Dorrance siamo arrivati a capire che l’unica strada per comunicare ed educare i cavalli è quella naturale e priva di alcuna violenza. Soprattutto nel mondo delle competizioni ad alto livello, questa filosofia rende esemplare il suo risultato. Cavalieri come Michel Robert per esempio seguono questo atteggiamento naturale nella preparazione di giovani cavalli destinati al salto ostacoli oppure lo stesso Buck Brannaman lavora con molti dei suoi studenti che vivono all’ interno del circuito delle gare di equitazione Americana e…vincono, riportando in scuderia cavalli sereni e felici. La via dell’ Equitare del futuro è unicamente questa: La ricerca dell’ Armonia.

THINK….grazie grande RAY.

Think. Quanto significato dietro questo verbo. E che essere umano ha reso famoso questo …pensiero. Ho sempre seguito Ray, sempre, anche quando dalle nostre parti era un perfetto sconosciuto. Ho sempre amato a sua schiettezza, condiviso le sue idee, seguito fedelmente i suoi consigli. L’incontro con Buck (Brannaman) il suo pupillo, è stato naturale quanto inevitabile ed entrambi mi hanno aiutato immensamente nel lungo viaggio personale che ho intrapreso con i cavalli, da quando sono nato. Ho avuto sempre a cuore questo pensiero, questa formidabile e logica deduzione: THINK. L’ho sempre ripetuta ogni singola volta che mi sono avvicinato ad un cavallo, ogni situazione in cui ho avuto in mente di lanciare una corda oppure semplicemente, quando uscivo di casa al mattino, diritto verso la scuderia. Spesso sono stato preso in giro, a volte insultato, ma più sovente dileggiato dai tanti che credono che THINK, ovvero pensare, sia una roba da scemi, che loro invece sono svelti e furbi e la sanno lunga….Proprio pochi mesi fa ne parlavo con Buck. Eravamo insieme davanti ad un bicchiere di vino sotto il portico della mia baita e parlavamo di questa gente, di questo strano attteggiamento che tende a “scappare” dal PENSARE…perchè è più facile ridere o sghignazzare e comportarsi da asini , invece di mettersi a studiare. Durante questa conversazione, Buck si è fermato, guardandomi negli occhi con quello sguardo che, per chi lo conosce bene, significa qualcosa di grosso…” fammi una promessa Drew” fa lui serio serio. “..quale?” Rispondo io  che non sono uso a promettere ciecamente…” Drew sei arrivato in un posto chiamato realtà, dove devi renderti conto che la gente quando non riesce, non vuole o non può fare qualcosa inizia a sudare invidia, scatena gelosia, coltiva una rabbia silenziosa e lunga, sottile come la lama di un coltello. Non lasciare MAI che questo ti ferisca. Non farlo mai. Ci sono passato una montagna di volte. Lasciali sghignazzare, lasciali ridere, lasciali spettegolare  e rotolarsi nel fango della loro ignoranza…lasciali Drew, non guardarli, non pensarli, non permettere loro di entrare nel Cerchio della Fiducia che hai creato intorno a te con gli amici di Ranch Academy. Tienili fuori, come un buon allevatore tiene lontani i coyotes dalla sua mandria o dalla sua remuda…Prosegui diritto per la tua strada, non fermarti, non ascoltare nessuno. State facendo un grande lavoro tu e Natalia qui, state portando avanti l’idea, il sogno di Ray e quindi il mio ed io sono qui per aiutarti. Fallo per i cavalli, in nome di Ray, promettilo Drew…”

Non c’è bisogno di dire se ho giurato la mia promessa, e se mi farei ammazzare per mantenerla.

THINK.

Ray, Buck & Drew.


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