Fine Stagione…Nuova stagione…

Il freddo inizia a stringere i fianchi delle nostre colline. Al mattino quando i muggiti delle vacche ci svegliano, nel buio del giorno ancora nero di notte, il ghiaccio copre ogni cosa e ci spinge ad accendere la stufa, scaldare una latta di latte e un pò di caffè scuro e forte come quel pezzo di bosco là fuori ancora fosco e pieno di mistero. Le giornate iniziano così, nel freddo di un inverno che annuncia il suo ritorno, con lo sguardo che vaga nell’ alba oltre il torrente, attraversa la finestra del portico e cerca di acchiappare i pensieri del giorno precedente e li mescola, con i sogni ancora vivi del sonno appena passato…Un lungo anno sta per finire nella memoria di quelli trascorsi. Un lungo anno pieno e solido. Un lungo anno faticoso e colmo di giubilo per i tanti progetti conclusi con bella soddisfazione. Un mucchio di storie splendide, una dopo l’altra. Tanta gente intorno a noi, soprattutto, tanti cavalli. Inseme a Natalia abbiamo attraversato i mesi come una lunga avventura, viaggiato molto, studiato moltissimo, insegnato qualcosa ed amato con intensa intenzione ogni minuto trascorso insieme a noi ed insieme ai nostri amici, i nostri Lupi, i Lupi di Ranch Academy. Dodici mesi spesi bene al fianco dei nostri diletti quattroferri, a caccia di tecnica e di tradizione, seguendo con stile unico e personalissimo, un sentiero misterioso chiamato Equitare. C’è un brivido di stanchezza in me questa mattina. Tutte le miglia guidate in giro su sterrate e asfalto lucido, i tanti orizzonti sospirati oltre quel confine che segna il sogno dalla consapevole realtà, le parole dette e pensate prima di essere dette e quelle scritte nelle scivolose sere stanche di sella, quando dopo le ore trascorse sulla magia ruvida di un cavallo c’è comunque da mettere mano alla penna…e le cacciate interminabili, splendide e massacranti sui Pascoli dell’Argento, dietro alle code selvatiche di centinaia di capi bradi e le roppate senza fine, e le schiene muscolose e svelte dei puledri da domare, e marchiare quei tori e quei vitelli e ricominciare da capo il giorno dopo e nel frattempo continuare a Fare che domani arriva prima del pensiero di oggi…tutto questo adesso è sulla mia schiena come la mano di un gigante assonnato. Fuori dalla baita ci sono un paio di fagiani che attraversano l’erba ghiacciata, li posso guardare dalla finestra, mentre dalla mia tazza di latta, il vapore del caffè caldo e buono e nuovo, appanna il vetro gelato. I fuoco crepita e la fiamma bella danza nella stufa come una musa sensuale, le mie gambe sono stanche dalle splendide giornate di vento e di neve e di sole e di pioggia, spese ad avvolgere fianchi robusti di cavalli fascinosi, le mie mani spaccate dalle corde ed incallite dalle redini gemono rigide nel primo risveglio dell’alba, le guardo sembrano fatte di legno, ma hanno cercato il “feel” con quelle bocche di velluto che stringono tra i denti un morso d’argento e sono fiero di loro, anche se oggi fanno male. Un’altro sorso di caffè, i miei cani accanto a me, sdraiati lì sulla pelle di cervo con la faccia di chi non ha nessunissima strameledetta voglia di uscire nel ghiacciato mondo…mi guardano con quel muso da cani che solo i cani sanno. Sorrido e guardo ancora fuori, mentre anima e ragione iniziano a far pace dentro me come due guerrieri stanchi di combattere. Buck ha lasciato un libro sul tavolo per me. E’ messo in un angolo e mi fa pensare a questo grande amico che con Natalia abbiamo avuto l’assoluto privilegio di avere nella nostra cabin come ospite, e sulla mensola c’è ancora il bicchiere di Frank, un fratello più che un mentore ed è stato anche lui con noi a lungo qui…il tempo galoppa come un purosangue…sfugge come l’ombra del lupo nel bosco, si beffa di noi peggio di un fauno dispettoso e quando ancora lo chiamiamo col nome di oggi lui, il tempo si è gia’ trasformato in ieri…Adesso è il momento di uscire. La tazza è vuota, e fuori vedo i cavalli che mi aspettano. Natalia è già nell’artico pallido giorno a brigare con secchi, selle, spazzole, cavezze, cavalli da spostare di pascolo ed altre tre o quattro milioni di cose che si era segnata sulla sua lista “urgenze ” ieri sera….Poco dopo sono fuori anche io nel vento freddo delle colline turgide di sole sfacciato ed inizio la giornata pensando a domani…al prossimo anno e alle tante belle storie che avremo ancora da raccontare al nostro branco di Lupi. Nel frattempo è ora di sellare questo anno nuovo che sta per arrivare…seguiteci, come avete fatto per tutte queste lunghe lune trascorse di corsa. Ci sara’tanto da fare, insieme. Ancora una volta e poi ancora…

Buona Caccia, Drew

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