The….Feel Cafè

Welcome, anche oggi. Una nuova occasione per fare due chiacchere sul nostro FEEL e cosa rappresenta per noi e per i nostri cavalli….

 

Oggi parleremo del BOSAL, strumento caro alla tradizione californiana e quindi alla nostra Buckaroo Horsemanship che spesso viene male interpretato e, quasi sempre utilizzato nel modo sbagliato. Il Bosal (generalmente considerato l’unione della jaquima, il fiador, il mecate e l’headstall…) è comunemente venduto ed usato in Italia ed in Europa, come pagliativo per cavalli che hanno avuto la bocca distrutta da mani….diciamo impreparate e prive di Feel. In genere è considerato l’ultima spiaggia per dei poveri crieti di cavalli che ne hanno già viste di tutti i colori. La domanda più frequente che mi rivolgono (a proposito di bosal…) è questa ” …il mio cavallo è DURO in bocca, quasi quasi gli metto un bosal , che dici?”

Cosa dico? Che prima di tutto NON esistono cavalli DURI in bocca, ma sono i cavalieri che distruggono il FEEL  ( sensibilità) che i cavalli hanno nella bocca con tecniche, imboccature e pressioni non adatte. Spesso questo processo di “distruzione” della bocca, con conseguente perdita di sensibilità , avviene da puledri, attraverso l’uso di snaffles troppo fini o con il cannone a torciglione( twisted snaffles) o, peggio, con aggeggi strani e che comunque provocano dolore e quindi una reazione, invece che una risposta. Abbiamo già parlato di questo nel precedente Cafè e qui ci tengo a ricordare e citare GREG DARNALL che sconsiglia vivamente l’uso dei twisted a mani poco esperte ( e Buck Brannaman che lo sconsiglia comunque…) poichè questi filetti provocano danni alle barre e “…una volta creati i “calli” sulle barre, la sensibilità della bocca del cavallo è perduta per sempre…”.

In realtà il Bosal, che da ora chiameremo Jaquima ( anglofonizzato poi in hackamore), è uno strumento estremamente sofisticato che ha trovato nella Scuola Californiana ,la sua massima espressione. Potrei stare qui a scrivere per ore ed ore a proposito di Jaquimas, visto che sono stato da sempre un appassionato ed ho cercato di approfondire e nutrire la mia conoscenza in questo campo, ma annoierei i piu’, quindi poi chi mi verrà a trovare potrà, insieme a me , scandagliare gli abissi della storia e della tradizione che fanno da teatro a questo meraviglioso ed antichissimo simbolo della Vaquero Horsemanship. Qui, seduti al nostro caffè ci limiteremo ad introdurre questo argomento che spesso provoca confusione e non viene affrontato con la dovuta attenzione.

La Jaquima infatti viene usata da noi nella seconda fase educativa del giovane cavallo e continua comunque ad essere uno strumento fondamentale del nostro percorso di affinamento della comunicazione tra cavallo e cavaliere. Indipendentemente dai dettagli tecnici noi , dopo ave introdotto il filetto al puledro ed averlo iniziato bene a RISPONDERE alle nostre domande ed aver fondato una base solida di manovre elementari, passiamo un anno, un anno e mezzo a comunicare con lui tramite la Jaquima. Questo strumento…magico…se usato bene , con attenzione ed arte, rende il cavallo ancora piu’ sensibile, leggero ed armonioso ed è per noi l’introduzione all’ uso delle TWO-REINS che rappresentano il picco della nostra formazione e preludono il cavallo finito in bridle.

Un cavallo in jaquima ( o hackamore) sarà un cavallo splendidamente leggero e fluido, ammesso che si sappia danzare con lui tenendo tra le dita il mecate che ci lega alla jaquima. Spesso invece vedo cavalli portati in jaquima che diventano sempre piu’ duri e rigidi…..infatti se non si conosce COME interpretare questo strumento, i danni sono irreparabili e repentini…. E’ come uno strumento musicale, non si deve usare a mo’ di zappa…ma per molti è semplicemente un succedaneo all’imboccatura e viene utilizzato allo stesso modo (sbagliato). La jaquima invece è leggerezza, e’ sottile comunicazione è…FEEL. Ho avuto l’onore di avere dei maestri considerati degli “hackamore men” che mi hanno insegnato tanto. Questo non fa di me un esperto, ma la passione che ho per questo simbolo dei “californios” è tale che continuo a studiare ed ottenere buoni risultati.

Chi vi dice che la jaquima non è indicata per i giovani cavalli….non sa semplicemente “suonare” lo strumento poichè questo è assolutamente falso. Mani meccaniche, abbituate a tironi e speronate non possono comprendere la raffinata arte della Jaquima e, per questo la deridono o ne minimizzano le qualità.

Ovviamente il cavallo deve avere certi requisiti legati alla propria conformazione fisica relativa a naso e collo. Ci sono alcuni cavalli che non saranno mai dei buoni Hackamore Horses perchè la loro morfologia non è predisposta alla jaquima. E’ molto facile individuare questi soggetti se si posseggono un minimo di esperienza e competenza. La cosa piu’ importante da ricordare è che se non sapete come usare una jaquima NON FATELO!…potreste rovinare per sempre il feel di un’altra zona sacra del vostro cavallo…il naso. Preservare naso e bocca, e mantenerli sensibili sino alla Briglia era ed è per Vaqueros & Buckaroos un dogma inconfutabile….noi, che seguiamo questa tradizione con passione e dedizione, condividiamo il medesimo gesto ed atteggiamento nei confronti del FEEL.

In poche parole quando da ora osservate un “Bosal” pensate diversamente ed iniziate a studiare e a capire. Conoscere inoltre misure, diametri, costituzione e struttura della jaquima ed essere capaci di adattarlo al naso del cavallo, richiede ESPERIENZA e CONOSCENZA come tutto il resto…del nostro EQUITARE.

DREW.

Questo è soltanto il mio punto di vista….ma io ci vedo bene.

 

 

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