Living outside…

Non vi è nulla come andare raminghi per boschi, montagne e praterie.

Nulla di così nobile, profondo, esistenziale.

Apro la porta della mia scuderia e sento che devo andare, là dove finiscono strade e viali, ove abitano l’aquila ed il cervo, ove nessuna luce, tranne quella delle stelle, rischiara il sentiero la notte.


R.Burns


photoestrada(c)


Abbiamo arrampicato colline in sella ai nostri cavalli. Guadato fiumi e torrenti, disceso ripidi sentieri ed attraversato altopiani selvaggi scossi da tuoni e da fulmini.

E sistemato il nostro campo dove l’erba è alta e fresca per il pascolo e l’acqua limpida e pura per placare la sete.

Il sentiero è stato la nostra preghiera e l’andare l’unica religione.

La pioggia ha bagnato i nostri stivali ed il vento li ha asciugati. Abbiamo diviso un pezzo di formaggio con un pastore e siamo stati ospiti di un conte in un castello. E ancora nel cielo mille anime piumate e a terra, le impronte del lupo.

Stanchi, la sera attorno al fuoco di bivacco abbiamo cantato una canzone antica. E sorseggiato lentamente una tazza di vino caldo.

E poi la salita dura ed il fianco scosceso del monte, ed il freddo al mattino ed il sudore a mezzodì.

Eppure mai abbiamo rimpianto un giorno di città.

Neppure quando la pista era davvero dura con il ghiaccio sotto i ferri dei nostri compagni od il buio che oscurava la retta via.

Mai abbiamo rimpianto il tepore di un salotto. Mai.

Perchè abbiamo bisogno di terre spudorate, ancora da esplorare, di paesini di pietra dove abbeverare i cavalli alla fontana, della brezza gentile del monte che profuma la nostra pelle di fieno e purifica le nostre anime inquinate.

A cavallo, nella selvatica bellezza del mondo ritroviamo la purezza dei sorrisi di quando ancora ci chiamavano bambini.

E quindi ancora andremo ovunque sia l’altrove di cui necessitiamo. In sella, liberi, veri.

E se dovremo nuovamente stringere i denti di fronte all’imprevisto od affrontare la tempesta che scende verso valle, anche se sarà dura andare, comunque partiremo.

Senza fermarci. Convinti della nostra solenne promessa di randagi.

E troveremo il silenzio e la contemplazione. E scopriremo il suono della pioggia sulla roccia e il freddo abbraccio della neve al bosco e, ancora il respiro caldo della primavera che si alza vigoroso dal prato di falasco sulla cima.

Questo è vivere per noi e mai ci stancheremo di coltivare la speranza di andare, senza fermarci mai.

Dal taccuino di campo di Natalia Estrada e Andrea Mischianti, Trek Alpino della Valle Stretta, con il Centro Sperimentale di Equitazione Alpina di Mauro Ferraris.

Per informazioni:  www.alpitrek.com

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