MY COUNTRY.

Giuseppe GaribaldiGaribaldi in sella a Marsala

MY COUNTRY, Di Drew Mischianti, Versione Integrale.

Sei nato in questa strana penisola a forma di stivale.

Dicono che per questo dovresti chiamarla Patria,dicono.

E dovresti anche amarla.Ci pensi.Continui a pensarci.

Il tuo cibo preferito è un pezzo di carne sulla brace.Niente spaghetti.

Ami la musica dei celti,quella degli emigranti nel Nuovo Mondo.Non Mina,ne’Ramazzotti.

Lo sport che ti piace si chiama Rodeo e servono due palle per partecipare, non una da prendere a pedate. Il calcio per te non ha senso.

Cambieresti Whitman con Leopardi, ad occhi chiusi, cosi’ come Hemingway con Moravia senza pensarci.Non hai mai sopportato Fellini, fin da piccolo, ma hai amato Peckinpah e Pollack e Penn.

E non rimani affascinato davanti agli angeli ciccioni del Bernini ma ammiri i bisonti di Remington.

E reputi la storia delle donne italiane…le piu’ belle del mondo…

una balla…la tua compagna è spagnola.

E che nessuno ti parli di Dante. Lo hai studiato a scuola. Lo ritengono sublime…tu credi sia soltanto una colossale noia…infernale. E hai studiato anche latino e greco, senza che ti fossero mai serviti ad un accidente di niente.

L’unico che ti piaceva, a scuola, era Garibaldi. Infatti lo hanno sbattuto in esilio.

Troppo poco italiano.Troppo coraggioso, coerente, tosto come il manico di un’ascia.

No, in Italia devi essere furbo, non coraggioso. Quindi,vecchio Giuseppe, fuori dai piedi, evviva il Re (buoni quelli..i Savoia dico).

E ti annoiano le manie nazionali, come il ferragosto e la pasquetta ,la festa della Mamma, la befana…

E non puoi vedere la chiesa, piena di bugie, e di santi e criminali.

E poi continuano a coprire tutto di palazzi, autostrade, centri commerciali, multisala, industrie chimiche, tangenziali est e ovest, caselli a pagamento, benzinai, stadi di calcio, villette a schiera, alberghi,villaggi vacanze, discariche fittizie, studi televisivi, castelli kitsch, alberi microclimatici, gallerie, alta velocità…l’Italia è un cantiere infinito e tu non sai piu’ dove andare col tuo cavallo.

Perche’ dovresti amare questo paese?

Se uno con sette piercings guarda il tuo stetson grigio come fosse un ufo e, peggio,un demente con una maglietta di una squadra di calcio è pronto a tagliarti la gola per il tuo dialetto?

Non guardi la TV. Hai staccato l’antenna. Pero’ vogliono tu paghi l’abbonamento.

Vivi nel paese occidentale dove la benzina è la piu’ cara in assoluto e le tasse le piu’ alte d’Europa.

Pero’ che bello,abbiamo Totti e la Ferrari e quelli li’ del Milan che l’anno prossimo ne comprano uno forte…

Gia’,dovresti amare un paese dove trasportare un cavallo nel trailer e’ diventato piu’ difficile del contrabbando di uranio, dove il pattume affoga le citta’ma pretendono che l’urina del tuo baio venga raccolta nell’apposita vaschetta regolamentare.

Senza dubbio, non ami questo posto.

Dove ladri e assassini non vanno mai in galera. I buoni cattolici vanno sempre a messa e poi tutti insieme allo stadio a fare a botte.

Non è il tuo paese. No.

Non puoi sellare ed andare lontano fino a che ti passi la voglia di andare. Non puoi trovare un bisonte o un wapiti in mezzo alla strada. Non puoi accendere la radio e ascoltare un pezzo di Mc Graw. Semplicemente. Non puoi.

Ma sei nato qui. I tuoi figli vivono qui.

Bene, devi restarci e lavorare, ma non sei costretto ad amare questo popolo dove ogni ragazzina vuol diventare una velina ed ogni bambino un calciatore.

Ma chi l’ha detto che un crucco non possa preferire Vivaldi a Beethoven o un Irlandese, il Nero D’Avola alla Guinness?

Fosse tutto cosi’ automatico (nasci in un posto,cresci nello stesso posto,lo ami), la gente non sarebbe mai emigrata e neppure avrebbe mai viaggiato…

EH..pero’ il made in Italy…a te non interessa.

La roba che hai addosso o sotto il sedere è fatta in Colorado o in Nevada, Armani, Dolce & Gabbana and Co.possono anche andare a fare i gelatai.

Tu non c’entri niente qui.La tua camicia preferita è una Wrangler da dodici dollari comprata a Dillon, Montana.

Non puoi farci nulla. Appartieni ad un altro paese. Ad un altro modo di intendere la vita.

Almeno tu hai il coraggio di dire, parafrasando il Cotugno nazionale…NON SONO UN ITALIANO

Buongiorno Italia? Buongiorno Maria? La malinconia? L’autoradio nella mano destra? Le donne sempre meno suore (beh quello si,basta accendere la tv) il vestito gessato sul blu? La moviola la domenica in Tv? Buongiorno Italia col caffe’ ristretto? Tu lo odi il caffe’ ristretto!

Appena ti arriva l’aroma al naso è gia’ finito. Lo bevi di corsa al bar in piedi come un condannato…dovrebbe essere un piacere no?..come diceva quello la’ romano.

Be’, il caffè ristretto, simbolo italiano nel mondo…a te NON PIACE!

Non sono un italiano vero, non sono neanche un italiano fasullo.Non sono proprio italiano.

Sono un disperato, quello si.

Lasciatemi cantare,perche’ne sono fiero, NON sono un italiano, non sono mica scemo.

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