REINING…
Credo che siamo arrivati al punto.
Deve esserci davvero qualcosa di sbagliato nel mio modo di scrivere. Molti credono io abbia qualcosa di visceralmente profondo contro la disciplina del Reining e chi la pratica. Ebbene questo è FALSO.
Certamente prediligo gli events legati al lavoro con il bestiame, roping, cutting etc…ma non ho assolutamente nulla contro il Reining. Ho soltanto OSATO dire che alcuni metodi di addestramento sono troppo rigidi e violenti,soprattutto su soggetti di due anni…e comunque non mi riferivo soltanto al Reining, lo ribadisco, ma a questo punto credo sia inutile.
Per quanto riguarda la lettera del Sig. Cuoghi su Reiner…aspettate e leggerete( se interessati) la mia risposta. Ma rispondero’ al Sig. Cuoghi non al Reining. E’una faccenda personale adesso, tra me ed il Sig.Cuoghi, egregio e stimatissimo Presidente.
A proposito dei commenti lasciati ai piedi degli articoli su questo sito, sarebbe elegante firmarli, cari Urilla & Co. Per firma si intende nome e cognome. Se scrivo qualcosa su un sito e mi firmo Batman certamente non ho inteso farmi riconoscere.
Per chiarire questa polemica che, so bene, durera’ a lungo, vorrei esprimere alcuni concetti chiave della mia personale idea sulla faccenda:
-1-Io non amo definirmi un ”cowboy”. IO sono un cowboy, senza virgolette.Potra’ far ridere molti, anche tutti, ma a me non è che faccia venir freddo alla schiena.Questo sono e sono sempre voluto essere e chi è infastidito da questo, probabilmente non conosce il significato di questa parola oppure la confonde con qualcos’altro. Cosi’ è.
-2-Non faccio di tutta l’erba un fascio. Conosco tanti reiners che stimo davvero. Non capisco pero’ per quale motivo si debba aver paura di sottolineare alcuni aspetti negativi, non del reining, badate bene, ma del mondo dell’ equitazione in generale…
-3-Mio caro lettore senza cognome, no, mi spiace, non ho mai dato speronate dure ad un cavallo. Posso aver usato gli speroni come aiuti, ma non ho MAI fatto sanguinare i fianchi di un cavallo con gli speroni. Non mi è mai successo in trentacinque anni di esperienze sui quattroferri…dai ponies ai cavalli. Uso gli speroni quotidianamente. Ma sono speroni, non servono a punire, picchiare o quant’ altro servono ad affiare la comunicazione. Uso speroni californiani o da roping. Non ho nulla contro gli speroni e nulla contro il reining…mi spiace soltanto veder un cavallo con i fianchi bucati. Se questo vuol dire non capire nulla di addestramento, bene sono fiero della mia ignoranza. Ho anche fatto un po’ di bronc riding ai bei tempi e l’unico che si è fatto male sono sempre stato io. In ogni evento da me organizzato in roping non si è MAI fatto male un solo vitello. Se era un Team Roping abbiamo sempre usato protezioni (Head Wraps) per ogni singolo capo.
-4-Il problema non è cosa si faccia con un cavallo, ma come. Spesso il mondo dell’ agonismo è talmente spinto e contorto che costringe atleti ed allenatori a prendere scorciatoie, con i cavalli a volte ALCUNI trainers scelgono scorciatoie che non condivido. Ma questa è soltanto la mia idea. Io gente, sono fuori dal giro grosso anche per questo. Sono un pazzo che considera un cavallo fatto a dieci anni e vivo in un mondo dove al maturity vengono showeggiati soggetti che noi chiamiamo ancora puledri. E’ proprio vero, sono soltanto un cowboy. e non potete neanche immaginare quanto ne sono fiero.
-5-Rispetto le idee di tutti. Ascolto con onesta’ intellettuale ogni opinione. Ma non posso smettere di dire cosa penso.
Ora vado a mangiare un boccone, saluti a tutti.
DREW.
Desideravi un cognome e te l’ho dato: comunque nella maggioranza dei forum e dei blog il nome di chi risponde è secretato per privacy.
Chi ha mai parlato di speronata cattiva DA FERITA? Non ho parlato di macellai, ho parlato di sana speronata o tirata in bocca. Da qui a dire che si spaccano le bocche e si aprono i fianchi ci passa un mare…… E scusa se non ti credo quando dici che non l’hai mai fatto! E, comunque, non toglierebbe nulla al tuo essere cowboy. Perchè, credo, anche loro quando devono dare una bella raddrizzata la danno!
Se, invece, hai interpretato il mio intervento come una difesa verso chi usa metodi duri, ebbene, mi dispiace ma non è affatto quello.
La mia esperienza nel mondo western è molto meno lunga della tua. Purtroppo non ho potuto farne un lavoro, ma solo un hobby, che mi “rigenera” ogni volta. Faccio reining e sogno le grandi praterie e il “cielo del Montana”. Sono felice se mi chiamano cowboy e, se c’è una cosa che mi dispiace del reining, è che tutti hanno “paura” a definirsi cowboys.
Un’ultima cosa: quando ti ho conosciuto sorridevi molto di più e te la tiravi un po’ meno. Mi piaceva di più QUEL Drew…….
Dear Ettore,ancora non ho capito chi sei.
Comunque sorrido spesso, non me la tiro proprio e non le ho mai suonate a un cavallo.
Fai un po’ tu.
DREW.
Ciao, vorrei dire anche la mia, sono un amante del mondo Western e mi posso definire un wanna be Cowboy, visto che non è il mio lavoro ma solo una passione, quello che più mi affascina del mondo Western e del Country Americano, sono i valori che si tramandano e nei quali credo, parlo di onesta, amicizia e soprattutto credere in un proprio stile di vita anche se fuori moda….
Ho un po di esperienza con i cavalli e vedendo un puledro che messo la prima volta in un tondino, non sa neanche galoppare, mi viene in mente che in fondo qualuque “Addestramento”, anche il più dolce è comunque una coercizione a cui il cavallo se potesse scegliere sicuramente si sottrarrebbe. Anche la così detta Doma Dolce in fondo usa violenza, non fisica, ma psicologica. In tutti i casi il Cavallo si deve sottomettere alla volontà del suo cavaliere e questa non è violenza ?, visto che il cavallo di certo non lo ha chiesto. Per quanto riguarda poi le discipline a livello agonistico nelle quali girano molti soldi, il cavallo è solo un mezzo, non un animale, come lo era anche per gli indiani o i cowboys al loro tempo. Gli indiani li usavano anche per scaldarsi, Drew sa sicuramente come, i cowboys per lavorare…
Vediamo ogni giorno atleti distruggersi il fisico per raggiungere certi risultati, non c’è rispetto per se stessi, figuriamoci se può esserci rispetto per un cavallo.
Tutto per dire che questa discussione può andare avanti all’infinito, nessun modo di montare e meglio dell’altro…. quindi mettiamoci l’anima in pace se vogliamo continuare ad andare a cavallo… ovviamente ogniuno di noi scegliera quello che ritiene il modo migliore.
Per molti proprietari, il loro orgoglio è vedere il proprio cavallo vincere, come vince questo è secondario e purtroppo chi fa questo lavoro “l’Addestratore” spesso deve, per poter continuare a lavorare, cercare di soddisfare il Cliente ed accettare anche di fare cose che magari non condivide (mi riferisco alle speronate di troppo…)
Max (Massimo Diamanti)
PS:
Country non è il modo in cui ti vesti, è il modo in cui ti comporti, il modo in cui tratti le persone (e non solo)
Add A Comment