
Drew & T-Bone Ginger (photo by L.Bencivenga)
Quando iniziò questa storia noi eravamo soltanto un piccolo branco di mandriani dimenticati.Non c’era Dave Stamey a cantare le lodi dei nobili cavalieri dell’ oceano del sagebrush. Non esisteva Matthews che ne dipingeva, con gli splendidi acquarelli, le gesta quotidiane, a tinte eroiche. Ai tempi non si vedevano gare di ranch roping a livello mondiale, nè potevi trovare una wade a Fieracavalli. Eravamo pochi e ci prendevano anche in giro. E quei pochi erano tutti in America ed io con loro. Quando tornavo da LAGGIU’…nessuno voleva sentirne parlare..la domanda diffusa era…ma non eri al Futurity? Ai miei tempi se non eri a FT.Worth per il Cut o a OK per il Rein avevi buttato i soldi del biglietto aereo. Era pure difficile spiegare dov’era il Nevada che, ancora oggi nell’ immaginario collettivo è uno stato fatto di deserto e delle luci di Las Vegas. Quando dicevo, no , non ero in Texas ma in Nevada…tutti chiedevano “com ‘è Las Vegas ?” Io a LV non ci ero MAI stato ( l’altr anno sono andato giù ospite di Capriola’s durante le NFR ma sono scappato lesto ), chiedetemi tutto di Winnemucca, Elko e Tuscarora ma di Las Vegas non ne so nulla. Però posso raccontarvi qualcosa anche su Denio o Wells o Jackpot….Ma non credo interessi a nessuno. Adesso comunque tutto è cambiato. Il mondo è pieno di gente che se ne va in giro con un bell’ Atwood ( o Sunbody ) flat hat nuovo di pacca in testa, boots alti al ginocchio (rigorosamente imitazione Olathe), gilet abbottonato, speroni con jingle bobs tintinnanti ed uno scarf colorato grosso come una tovaglia, intorno al collo. Ovviamente non si fanno mancare un bel concho sul cappello ( da regolamento) e uno stuzzicadenti infilato nella banda ( anche se continuano a chiedersi a cosa serva). Impossibile che gli manchi una sella Wade. Magari non hanno il cavallo… ma la wade..eh no! La Wade è un must. Chiaramente con pelle di mulo ( che non è di mulo) sull’ horn….( lo ordinano Guadalajara ignorandone completamente il perchè, ma sono attenti ai trends del momento), sbattono un bosal sul naso di un povero cristo di cavallo senza saper altro che le frottole che sparano i vari nomi noti sui video, ma tant’è, se lo dicono… sarà cosi’…pensano loro… hanno tutti un buon assortimento di ropes lunghi almeno sessanta piedi…almeno….e immacolati e con una bella honda in rawhide oppure Great Basin ( che non hanno mai visto o se l’hanno visto non se ne sono accorti e se per caso se ne sono accorti non ci hanno capito niente, parlo del Great Basin). Hanno la collezione completa di tutti i dvd del genere, sono abbonati ad ogni rivista in commercio e possono raccontarvi Californios, Jordan Valley e l’Owhyee meglio di me che ci ho praticamente vissuto, ma loro trascorrono intere giornate su U-Tube e la sanno lunga… Sono forti e fortissimi a raccontarla e raccontarsela. Fenomeni, spesso da baraccone ma pur sempre fenomeni. Il loro sogno è andare LAGGIU’ e farsi fare una foto durante un branding dove magari non prendono un accidente di niente, ma tanto basta avere uno scatto col rope sopra la testa nella polvere, tra i vitelli…insomma su Facebook chi vuoi che dubiti dell’ esito ?…puoi sempre raccontare che hai portato al fuoco del brand duecento vitelli…..Magnifico. Se ne infischiano delle regole che per cinquecento anni hanno rappresentato il codice etico e morale dei mandriani di tutto il mondo…loro se ne infischiano, laggiù fanno cosa vogliono….tanto c’è sempre qualcuno che paga i danni per loro ( a volte io) poi però, in Italia declamano il Cowboy Code…. parlano e parlano di signal bits e poi montano i loro cavalli con i correctionals oppure con imitazioni blasfeme di G S Garcias….ma quello è un dettaglio, certo, in fondo chi vuoi che se ne accorga che non è uno spade o un salinas…Bè me ne accorgo io. Ne ho le tasche piene di questi fakeroos….Come dice un mio amico…” c’mon damn fakeroo bring yer calf to the fire…” guardano due siti sul web e diventano in poche settimane …esperti sellai,ranch ropers, domapuledri, mandriani veterani, incisori di cuoio e chissà quale altra roba. Noi nel frattempo siamo là fuori in sella. Noi intendo io e tutti voialtri che ce la guadagnamo questa cosa qui, col culo sulla sella non sulla sedia davanti al computer. La sera scrivo su questo blog…ma soltanto quando è proprio troppo buio per montare e troppo freddo per i miei cavalli…Questi qui invece scaldano la sedia, si imparano a memoria tutti i termini che noi abbiamo imparato sul campo, si comprano il costumino da vaquero e cercano poi di venire da noi ad argomentare, a parlare di cavalli, di tecniche di tradizioni. Decidono un giorno…di diventare buckaroos, saddle makers, gear makers… pensando che basti cambiare la foggia del cappello e passare un pò di tempo su u-tube. Per fortuna poi alla prima prova , fanno la loro bella figura di shoot e ci regalano sorrisi e lacrime in abbondanza, poichè questo è un mondo, il nostro ( mio e vostro) che strappa la pelle ai fasulli…ammesso che i fasulli scendano in campo….Quando toccava a me essere un piedetenero e star li’ ad imparare ( esperienza che continuo a fare quotidianamente…intendo imparare, studiare, ascoltare, osservare e ringraziare il mio dio )…non osavo mettermi addosso speroni da vaquero con i jingle, non tentavo di imitare i maestri sbattendomi un concho sulla tesa del mio cappello, non provavo neppure ad avere un flat hat, non mi veniva neppure in mente di provare un Del Viento davanti agli altri, a quelli veri…stavo zitto, volavo basso e cercavo di essere invisibile. Ho passato tanto di quel tempo a terra durante i brandings che tutta la polvere che ho ingoiato potrebbe essere accatastata come terreno agricolo e mai e poi mai e stramai mi sarei sognato di smaniare per andare in mandria con un rope in mano…per fare cosa?… una bella figura di shoot…mai fatto gente….anche se ne ho visti tanti fare quella cosa lì e mi sono vergognato per loro, mentre , quello che gli aveva offerto il giro rideva sotto i baffi dicendo…” viene dalla Città oppure è uno che ha sempre tenuto in mano la vanga al posto della corda?” Quando ancora ero agli inizi io me ne sono stato sempre zitto e buono con gli occhi aperti a vaccinare, tirar giu’ lil’ burgers e attizzare il fuoco…altro che cavalli e ropes. Lo ricordo ancora il giorno in cui mi sono ” laureato” ero in Oregon…il giorno che mi hanno detto “Drew è il tuo turno, prendi il cavallo e vai” e me lo avevano detto altre volte ed io avevo sempre rifiutato perchè l’umiltà , LAGGIU’ la mettono alla prova e se dici SI subito sei un pollo non un buckaroo…ma questi galletti pieni d’aria e frottole non se ne accorgono mai….saltano su smaniosi di dimostrare tutto quello che non sanno fare…Gli abiti e le abitudini per me , vanno MERITATI dopo aver studiato per bene, altrimenti è soltanto un carnevale che non finisce mai….poi io il carnevale proprio non lo sopporto. Ma è troppo tardi, l’era del FAKE è tra noi …l’importante è , per me, starne fuori e stare il più possibile lontano da loro…anche se a volte è impresa ardua ed eroica. Be Ranchy e leggetevi The Man In The Glass, io lo faccio ogni giorno e se mi sento un pò bravo, cambio subito idea, e torno a studiare, che ce ne è di roba da imparare ancora e sono soltanto uno studente di quest’arte…… THINK……
Vostro DREW.
PS: Come dice il sommo Vecchio Lupo….NULLA E’ PIU’ PERICOLOSO DI UN DILETTANTE PRIVO DI UMILTA’. State attenti, sono ovunque…..