Int. Buckaroo Society

THE INTERNATIONAL BUCKAROO SOCIETY.

I buckaroos rappresentano l’Aristocrazia dell’ equitazione americana.

Le radici della cultura vaquera del Nord-America si perdono nella antica conquista araba della Penisola Iberica (711-1492) .Molte delle tradizioni e delle tecniche utilizzate oggi dai Buckaroos, derivano direttamente dai cavalieri Berberi Nordafricani che modificarono per sempre le usanze equestri spagnole.

Gli spagnoli a loro volta trasportarono tutto l’enorme bagaglio storico-tecnico nel Nuovo Mondo. Fu in California, che, durante l’epoca dei Dons la cultura buckaroo si sviluppo’ ai massimi livelli.

Cavalli e cavalieri di finissima rifinitura e ricercata attenzione nei dettagli e nello stile d’equitare.

Ancora oggi è cosi’.

Per preservare questa Cultura, nasce The INTERNATIONAL BUCKAROO SOCIETY.

Ogni paese potra’ affiliare la propria Societa’.

I.B.S

La I.B.S. è formata da quattro Soci fondatori.

Per entrare a far parte della Soc. si deve essere INVITATI da uno dei quattro soci fondatori.

Non esistono tessere. Non esistono versamenti in denaro. Esiste un libro soci.

La soc. è assolutamente senza fini di lucro.

I requisiti dei soci sono essenzialmente culturali. Un socio delle IBS deve conoscere le tradizioni e le tecniche della Buckaroo Culture e deve dimostrare di saperle promuovere e preservare.

Photo by NATALIA ESTRADA

ATTIVITA’

L’attivita’ principale della soc. sono i Meet. Non esiste agonismo nella IBS.

I Meet devono essere sempre organizzati a cavallo. Viene scelto un itinerario, prevista una pausa pranzo e successivamente il ritorno alle scuderie.

Durante la pausa pranzo le buckarette ( amazzoni) sono rigorosamente ospiti.

La finalita’ dei Meet è quella di riunirsi per confrontare esperienze e coordinare attivita’ legate alla cultura buckaroo.

I Meet possono essere di uno o piu’ giorni.

Photo by NATALIA ESTRADA


REGOLE

Per partecipare ad un meet, l’invitato, che diviene automaticamente socio, deve seguire alcune regole di stile e comportamento.

- I Buckaroos sono gentlemen. Ci si aspetta conseguentemente un comportamento adeguato.

STYLE

Essendo la conservazione delle tradizioni l’obbiettivo principale della IBS, lo style è un dettaglio  molto importante. Pertanto cavallo e cavaliere dovranno attenersi ai canoni specifici della IBS per quanto riguarda abbigliamento, finimenti e bardature.

HORSES

SELLE:- Sono ammessi tutti i tipi di selle da lavoro (ranch saddle). Ovviamente vengono apprezzate wade e slick fork in generale. Non sono ammesse selle da specialita’( cutting, team roping, reining etc.) . Non è ammessa gomma sul pomo della sella.

Slick Fork

SOTTOSELLA:- Sono ammessi tutti i tipi di sottosella in fibra naturale. Non sono ammessi in neoprene a vista, tollerati se sotto la copertina.

IMBOCCATURE:- Ammessi snaffle bits, half breed, salinas, , spade bits e, in genere tutti i tipi di morsi californiani. Ammessi jaquimas (bosal). Ammessi morsi da roping con leve e ponte fissi, ma non incoraggiati. Ammessi two rein outfits. Non ammessi correctionals, grazing bits e imboccature dverse da quelle descritte sopra.

REDINI:- Ammessi Mecate su snaffles e jaquimas. Ammesse redini mecate anche split. Ammessi romal  in rawhide ma soltanto se con catenelle attaccate. Ammessi romal in cuoio o mecate o corda sintetica ( questi ultimi non raccomandati) sempre se con catenelle. Ammesse redini da roping sempre se con catenelle. Ammesse redini split in cuoio ma non incoraggiate .

Photo by NATALIA ESTRADA

ACCESSORI:- Ammessi quirt e hobbles (pastoie) attaccate alla sella, ammessi pettorali se in stile con il resto della bardatura. Non ammesse stinchiere e protezioni salvo necessita’ specifiche.

CODA E CRINIERA.- Ammessa coda legata posteriore ma non la treccia.

Photo by NATALIA ESTRADA

VAQUEROS

CAPPELLO:- Ammessi tutti i vari stili buckaroo. Ammessi rancher style e comuni cowboy hats. Ammessi cappelli in paglia ma non incoraggiati. Non ammessi cappelli in paglia che non siano in foggia buckaroo. Ammesso wool cap (railroad style) in inverno. Non ammessi ball caps. Non ammessi cappelli in cuoio. Non ammessi cappelli australiani. Ammesso stampede string.

CAMICIE:- Ammessi tutti i tipi di camicie tranne quelle con loghi o patces stampati o ricamati sopra le stesse. Apprezzate camicie bianche.

GILET:- Ammessi tutti i tipi di gilet tranne quelli in seta. Non ammesso alcun gilet con patches e ricami.

BRETELLE:- Ammesse bretelle purche’ tinta unita.

SCARF:- Ammessi tutti i tipi di scarf in seta o altro materiale. Non ammesse bandane in cotone.

GIACCA:- Ammesse tutte le giacche in tela (canvas) purche’ prive di loghi e ricami. Non ammessa alcun tipo di giacca sintetica. Ammesse giacche in lana e materiali naturali. Ammessi slickers sintetici gialli. Ammessi slickers australiani. Ammessi giubbotti in denim e altro materiale purche’ non sintetici e comunque privi di loghi e ricami.

Photo by NATALIA ESTRADA

MAGLIE:- ammesse maglie in lana purche’ senza loghi e patches. Non ammesse felpe.

PANTALONI:- Ammessi Denim o tela.

CHAPS:- Ammessi chinks e armitas. Qualsiasi altro tipo di chaps è ammesso ma non incoraggiato, purche’ sia da lavoro. Non ammessi chaps da reining o cutting.

STIVALI:- Ammessi tutti i tipi di stivali da lavoro. Ammessi packers e lacers. Non ammessi stivali con crepe sole (suola di gomma spessa) tipo reining.

SPERONI:-Ammessi tutti i tipi di speroni californiani. Tollerati gli altri tipi.

Cultura Buckaroo, di Drew Mischianti

Le radici della cultura dei Buckaroos attraversano centinaia di anni ed appartengono a tre continenti. Furono i Mori, che portarono le loro tradizioni di equitazione, usi e costumi dal Nord Africa alla Spagna. Selle, finimenti, gli stessi cavalli, le tecniche.

Tutto fu tramandato agli spagnoli da questa antica civiltà Nordafricana che aveva il cavallo al centro del proprio mondo. Un antico segreto dei Berberi era ” il segreto dell’uomo sta nel cuore dei libri antichi, nel vento che sibila tra le criniere dei cavalli, nel tuono dello zoccolo che batte la sabbia”.I cavalli Berberi infatti sono nel patrimonio genetico dei cavalli spagnoli e quindi , dei cavalli americani. Con i viaggi che seguirono le prime spedizioni di Cristobal Colòn, il cavallo iniziò lentamente a sconvolgere letteralmente la vita dei nativi americani e a permettere ai nuovi abitanti una veloce conquista del continente.

Photo by NATALIA ESTRADA©

Gli spagnoli caricarono cavalli e bestiame sulle navi, attraversarono l’oceano con le stive cariche di animali per tre lunghi mesi di navigazione impossibile, custodendo nel loro cuore le tradizioni dei mori che avevano tatuato, indelebili, nella cultura del cavallo spagnolo. Questo trapasso di tradizioni, che formarono il vaquero spagnolo, a sua volta generarono il vaquero californiano e quindi l’odierno Buckaroo. La parola Buckaroo infatti non è altro che il nome “vaquero” storpiato secondo lo slang degli Anglos. Vaquero diventa buck-e-roo in un primo momento e buck-a-roo in un secondo tempo. Ma facciamo un passo indietro.

Photo by NATALIA ESTRADA©

I primi vaqueros spagnoli, in America, lavoravano nei vastissimi ranchos del vecchio Mejico, enormi appezzamenti di terra selvaggia, ostile, senza orizzonti conosciuti, che venivano amministrati da uomini a cavallo, intenti a sviluppare l’allevamento dei bovini nel nuovo mondo. Nel 1760, alcuni vaqueros si spinsero a Nord, con la spedizione di Portola che seguiva fini espansionistici per la corona di Spagna. La spedizione, come tutte, portava con se enormi mandrie di manzi, vacche e tori, remudas di centinaia di cavalli, carri, e soldati coperti di elmi e armature leggere. Lentamente gli spagnoli si insediarono nell’odierna Califonia fondando piccoli centri, missioni e grandissimi ranchos. Ebbe inizio l’epoca dei Dons, ovvero dei nobili latifondisti spagnoli che amministravano le haciendas e i ranchos. Agli inizi del XIX secolo i ranchos e le missioni iniziarono gli scambi commerciali con i mercanti del New England. L’unica fonte di guadagno, per questa nuova provincia spagnola ( la Califonia appunto), erano le pelli di vacca, che venivano conciate a migliaia e scambiate come denaro contante, con i mercanti dell’ Est.

Il grande movimento, legato alla cultura del cavallo e del bestiame in Nord America iniziò qui. L’argomento di riferimento del commercio era il bestiame, ma al centro della cultura c’era il CABALLO. Nei ranchos i dons facevano arrivare dall’Europa fattrici e stalloni di razza Iberica, Purosangue Inglesi, Arabi e cavalli pesanti per tirare attacchi e mezzi di trasporto. Sulle navi, di nuovo, venivano caricati i cavalli, accuditi durante il lungo viaggio, sbarcati in Mejico. Dal Messico, allora ancora Nueva Espana, come veniva comunemente chiamato, degli speciali caballeros e vaqueros, armati di tutto punto con picche e spingarde, con al seguito carovane di muli e carri trainati da buoi, arrancavano verso la Califonia prendendosi cura dei cavalli destinati alle missioni ed ai ranchos.

Old Picture

Nei vecchi documenti, ritrovati in Messico ed in Califonia, si sono rinvenuti alcuni fogli di pergamena con ordini espliciti che obbligavano, in caso di maltempo, pericolo o qualsiasi problema di mollare provviste e mercanzie ma salvare i cavalli, la biada ed il foraggio loro destinato per il viaggio. In più di un’ occasione, alcuni vaqueros furono giustiziati, una volta giunti a destinazione, perchè avevano consegnato uno stallone o una fattrice in pessime condizioni. Il cavallo, in quel momento storico ed in quel territorio, rappresentava davvero un perno intorno al quale ruotavano gli usi, i costumi e la stessa vita di un nuovo popolo che tentava di conquistare quella terra selvaggia e primordiale. Gli spagnoli, per tradizione, come ancora oggi sono soliti fare, non montavano le femmine, che tenevano solo come fattrici, ma soltanto cavalli interi. Solo quando i vaqueros scavalcarono la sierra per espandersi nel Great Basin ed incontrarono le tradizioni degli Anglos, venne in uso castrare i cavalli. Ma ancora oggi, difficilmente un Buckaroo monterà una femmina, tranne in rarissimi casi.

Photo by NATALIA ESTRADA©

I vaqueros, comunque si insediarono perfettamente in California, adattandosi con grande gioia al suo clima, così simile a quello Mediterraneo, utilizzando le enormi risorse di ottimo legno di quercia delle colline della fascia pedemontana e soprattutto pascolando migliaia di capi nei vastissimi pascoli d’erba grassa e ricca di sali minerali. La California a quel tempo doveva sembrare il paradiso. La gente che abitava questa regione iniziò a chiamarsi, autonomamente, Californios. I Californios erano spagnoli, ma erano pochi, così iniziarono ad insegnare agli indiani ed ai mestizos l’arte dell’equitazione da lavoro, per poter controllare un così vasto territorio.

Un rancho degno di questo nome arrivava comunemente a misurare almeno mezzo milione di ettari. Tra il 1769 ed il 1848, i vaqueros svilupparono un particolare stile di monta ed un originale uso di finimenti ed attrezzature varie di chiara influenza ispanica, ma riadattate alle esigenze americane. Il loro equipaggiamento era totalmente realizzato da artigiani esperti, finemente decorato con argenti, crine di cavallo, cuoio e pellami pregiati. Le imboccature, riflettevano la passione per questo tipo di lavorazione ed erano anch’essi raffinati pezzi d’arte, comunemente impiegati nel lavoro quotidiano. Dal 1850, la reale proprietà delle terre californiane passò lentamente nelle mani degli angloamericani, ma i vaqueros continuarono a lavorare e dirigere le vastissime rangelands con la stessa fierezza ed il medisimo attaccamento alle tradizioni.

Photo by NATALIA ESTRADA©Photo by NATALIA ESTRADA©Photo by NATALIA ESTRADA©

Dopo 1860, inseguito ad un periodo di lunga siccità ed al restringimento, a livello legislativo, delle libertà concesse ai ranchers, gli allevatori californiani guardarono alle regioni che si estendevano, selvagge, aldilà della Sierra Nevada.

Uomini avventurosi come John Devine, i fratelli Altube, Peter French ed Henry Miller iniziarono a costruire ranches nella regione che oggi rappresenta il vero buckaroo country, ovvero il Nevada settentrionale, l’ Oregon orientale e la regione del fiume Owhyee nell’ Idaho del sud. I vaqueros che scortarono le enormi mandrie di bovini dalla California, portarono con loro gli antichi metodi di addestramento, le loro selle visalia (slick fork e centerfire rigging), gli Hackamores in Rawhide ( bosal), gli spade bits, le redini romal e i ropes di cuoio crudo intrecciato chiamati reatas. Nella nuova rachland i Californios passarono lentamente la tradizione della loro cultura di horseman agli immigrati irlandesi, scozzesi e italiani (ancora oggi molti sono i cognomi italiani che si trovano in questa area) ma anche ai pastori baschi ed agli indiani paiutes, western shoshones e bannocks. Anche alcuni Afroamericani, che avevano raggiunto il Nord-Ovest con le grandi cattle driver dal lontano Tejas, appresero le tecniche dei Californios.

Photo by NATALIA ESTRADA©

Agli inizi del XX secolo, i leggendari vaqueros che per primi erano arrivati nel Northen Great Basin, gente come Chino Bendugo, Juan Redon, Rafael Remudas (secondo i registri della O.H.Society) e Lolo Mundz, non erano più in attività nei ranches. Troppo vecchi oppure già passati a cavalcare su pascoli più verdi. Per colmare il vuoto immenso che questi frontiersman lasciarono agli inizi del ‘900, alcuni cavalieri presero con onore il loro posto, chiamarono se stessi Buckaroos.

Un secolo dopo, ancora oggi, fieri sulle loro selle Wade o Visalia, protetti dai loro Californio style Hats e custoditi nei chinks di cuoio, i buckaroos cavalcano nelle sterminate distese di sagebrush, indomiti, integralisti, duri nelle loro maniacali idee sulle tradizioni.

Photo by NATALIA ESTRADA©

Le zone di riferimento topografico sono le stesse, Oregon, Nevada, Idaho. Medesime sono le caratteristiche, le tradizioni e le tecniche. Oggi questo tipo di cultura, relegata per decenni a ruolo di folclore dall’industria del Western Riding moderno, rivive un momento di inaspettata gloria. Sciami di cavalieri inconsapevoli si vedono seduti su selle Wade, infilati in improbabili chinks borchiati e con le mani impiccate con costosissimi romals.

…….ci nasci e ci muori Buckaroo. Non ci diventi!

Drew.

© Ranch-Academy.com 2010 | Proudly Powered by Wordpress | Website by