Traditional Ranch Roping

VAQUERO TRADITIONAL RANCH ROPING

I Vaqueros Californiani ed i Buckaroos del Great Basin rappresentano l’Aristocrazia dell’ Equitazione Americana.

Le radici della cultura vaquera del Nord-America si perdono nella antica e nobile tradizione equestre della Penisola Iberica e del Regno di Napoli…Molte delle tradizioni e delle tecniche utilizzate oggi dai Vaqueros e dai  Buckaroos, derivano direttamente dai cavalieri che trasformarono questo mestiere in ARTE…

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Gli spagnoli a loro volta trasportarono tutto l’enorme bagaglio storico-tecnico nel Nuovo Mondo. Fu in California, che, durante l’epoca dei Dons la culturadei Vaqueros si sviluppo’ ai massimi livelli. Cavalli e cavalieri di finissima rifinitura e ricercata attenzione nei dettagli e nello stile d’equitare. Ancora oggi è cosi’.

Per preservare questa Cultura, nasce VAQUERO TRADITIONAL RANCH ROPING.

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Vaquero Traditional Ranch Roping… V.T.R.R. Segnatevi questo brand. Ne sentirete parlare a lungo. Già da questo mes di gennaio /febbraio riprenderanno le attività di VAQUERO TRADITIONAL RANCH ROPING insieme a ERRA e Ranch Academy. V.T.R.R. è per i puristi, per gli appassionati, gli ossessionati dalle tradizioni degli antichi vaqueros.

V.T.R.R. è per coloro che capiscono il gesto aristocratico, l’animo nobile, la tecnica perfetta di cavalieri antichi che dedicarono e dedicano tutt’ora la loro Vita ad un Equitare diverso, raffinato, elegante, pieno d’armonia ma allo stesso tempo tramandano la Leggenda del selvaggio e libero popolo della Frontiera.
V.T.R.R è il cuore della ERRA, l’anima di Ranch Academy, l’ Isola del Tesoro del nostro stile di Vita.
A chi ci segue promettiamo tradizione, tecnica, bellezza ed un vivere lontano dalla finzione. Allo stesso tempo richiediamo cortesia, umiltà, rispetto, disciplina.
V.T.R.R è per chi ricerca l’autentico sentimento dei vaqueros di un tempo, la resistenza sobria e fiera dei moderni buckaroos, gli insegnamenti preziosi dei grandi Maestri di questa Cultura.
Le nostre attività sono senza politica, senza assemblee, senza burocrazia. Senza tessere, federazioni, partiti.
A noi basta stringerci la mano e guardarci diritto negli occhi.
Siamo gente all’antica.
Siamo liberi e vogliamo restarci. Liberi.
Un gruppo di cavalieri liberi che condividono lo stesso atteggiamento ed inseguono la medesima legge morale e vedono al centro del mondo i cavalli ed il bestiame e tutta l’avventura che palpita intorno.
Passione e ragione, stile e tecnica, tradizione e ricerca, studio e conoscenza.
Non abbiamo uniforme ma uno Stile riconoscibile, nessuna bandiera tranne la criniera del nostro cavallo.
Non cerchiamo approvazione, non temiamo disapprovazione.
Siamo autosufficienti e consapevoli.
Siamo unici.

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Abbiamo araldi e poeti, sogni ed illusioni ma viviamo nel FARE e non confondiamo MAI il movimento con l’azione.
Siamo pochi.
Volutamente ed ostinatamente questo gruppo deve rimanere agile, veloce, silenzioso, leggero.
Un avanguardia culturale e tecnica, una pattuglia che perlustra la geografia interiore di un esistere che sa di grandi spazi aperti, wilderness, frontiera, orizzonti, vento e libertà.
V.T.R.R. non ha una sede.
La nostra casa è l’andare sempre, in sella, col naso puntato ad Ovest.
Le attività di V.T.R.R. si dedicano a preservare e ricercare le tradizionali attività dei vaqueros e dei buckaroos attraverso incontri tecnici e corsi di approfondimento e studio.
In alcuni casi sono previsti shows dedicati, esibizioni, raduni, gare di abilità e workshops di diversa natura.
Tra noi il Viaggio rappresenta una fondamentale opportunità per conoscere, studiare, confrontarsi e vivere senza finzione la Cultura che proponiamo. Montana, Nevada, Oregon, Idaho, California, Utah sono le destinazioni più frequenti, le mete obbligate alla ricerca della originale sapienza, dell’epica leggenda.
Recentemente abbiamo aggiunto il New Mexico come campo base per i nostri meet.

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Terra incantata e scrigno ricco di storia dei vecchi vaqueros spagnoli, questo stato rappresenta per noi una nuova …Frontiera ancora tutta da scoprire e ci rechiamo spesso laggiù per tenere corsi e partecipare a gare e manifestazioni.
Eccoci quindi nel 2015. A partire da Gennaio inizieranno ufficialmente le attività dell’ VAQUERO TRADITIONAL RANCH ROPING.
Tradizioni, cultura, stile.
Tutto ciò che riguarda il “modus vivendi” dei vaqueros.
Saremo insieme a celebrare una nobile stirpe di cavalieri che da oltre cinquecento anni hanno fatto dell’ Equitare un Arte.
V.T.R.R nasce per tutelare integralmente la Cultura Vaquero/Buckaroo nel mondo, promuovendo eventi, incontri culturali e meetings.
La struttura è assolutamente privata come dicevamo e non ha tessere, non ha consigli, non ha strutture complicate.
Un gruppo di amici entusiasti selezionati naturalmente dalla loro stessa passione/ossessione.
Ogni membro della V.T.R.R può presentare a sua volta un proprio amico come nei vecchi clubs di una volta o nelle Società di Caccia di un tempo.
Qui, a differenza di molti altri clubs non si deve sborsare un centesimo ma dimostrare di essere all’ altezza della V.T.R.R.in termini di serietà, impegno e dedizione alla causa.

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La causa è semplice e chiara…difendere le antiche tradizioni dei vaqueros e promuovere un’ equitare che è partito molti anni fa dall’ Italia (anche se pochissimi lo sanno) passato per la Spagna e sbarcato in Nordamerica.
Non cerchiamo numeri da folla.
Stiamo costruendo un’ ELITE di cavalieri eleganti, capaci, consapevoli e fieri per esprimere l’Equitazione dell’Alta Scuola Californiana di un tempo.
Un Equitare che sta scomparendo e che invece, attraverso la profonda passione di pochi cavalieri, ha la possibilità di riemergere come esempio di armonia, bellezza e nobiltà d’animo.
Entrare a far parte del nostro gruppo è semplice…basta bussare alla porta…sarete i benvenuti…
Vaquero Traditional Ranch Roping… Non per tutti, non per pochi…per quelli giusti.

INFO: +39 389 240 9474 drewmischianti67@gmail.com oppure Sandro Bigropes Cordoni tel +39 393/365 8396

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VTRR Vaquero Traditional Ranch Roping 

La VTRR è formata da due Soci fondatori. Per entrare a far parte del club o come si voglia comunque chiamarlo… si può essere INVITATI da uno dei due soci fondatori oppure da un membro del gruppo. Più semplicemente è possibile anche fare richiesta personalmente, recandosi tranquillamente ad uno dei tanti “meet” in programma durante l’anno. Non esistono tessere. Non esistono versamenti in denaro. I requisiti dei soci sono essenzialmente culturali. Un socio del VTRR deve conoscere le tradizioni e le tecniche della cultura Vaquera e deve dimostrare di saperle promuovere e preservare oppure,più semplicemente avere una sincera passione per imparare e conoscere questo leggendario ed artistico capitolo dell’ Arte Equestre.

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ATTIVITA’

L’attivita’ principale del Club sono i Meet, eventi, gare, show ed incontri di vario genere sempre finalizzati a divulgare e promuovere l’ALTA SCUOLA CALIFORNIANA. Non esiste agonismo puro nella VTRR. Le gare sono un mezzo non un fine. I Meet devono essere sempre organizzati a cavallo.  La finalita’ dei Meet è quella di riunirsi per confrontare esperienze e coordinare attivita’ legate alla cultura  Vaquero/Buckaroo. I Meet possono essere di uno o piu’ giorni.

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REGOLE

Per partecipare ad un meet, l’invitato, che diviene automaticamente socio, deve seguire alcune regole di stile e comportamento.- I Vaqueros ed i Buckaroos, come tutti i veri “cavalieri mandriani” sono prima di tutto… gentlemen. Ci si aspetta conseguentemente un comportamento adeguato.

 

STILE

Essendo la conservazione delle tradizioni l’obbiettivo principale del VTRR lo stile è un dettaglio  molto importante. Pertanto cavallo e cavaliere dovranno attenersi ai canoni specifici del VTRR per quanto riguarda abbigliamento, finimenti e bardature. Ovviamente i nuovi entrati e gli apprendisti avranno tutto il tempo per potersi adeguare, capire e maturare una conoscenza di stile che va oltre l’abbigliamento e la bardatura. Quando parliamo di stile, ci riferiamo soprattutto all’ atteggiamento e all’etica.

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CAVALLI

Esiste un regolamento riferito alle bardature dei cavalli. Questo regolamento si riferisce essenzialmente alla preservazione delle tecniche e quindi degli strumenti caratteristici della Tradizione Vaquera dell’ ALTA SCUOLA CALIFORNIANA. Ovviamente i nuovi arrivati non devono necessariamente aderire a queste specifiche ed hanno tutto il tempo a disposizione per adeguarsi se riterranno questa “Via” interessante ed aderente al proprio modo di vivere e sentire il cavallo.

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A seguire troviamo delle indicazioni relative alle gare ed alle esibizioni che, tese a preservare le tradizioni, richiedono alcune attenzioni da parte dei Cavalieri coinvolti. Le suddette indicazioni non devono essere prese in considerazione durante i meet ed i workshops in generale, dove ogni nuovo arrivato è libero di partecipare con il proprio equipaggiamento. Saremo lieti di spiegare le ragioni che ci portano ad utilizzare il nostro.

SELLE:- Sono ammessi tutti i tipi di selle da lavoro (ranch saddle). Ovviamente vengono apprezzate wade e slick fork in generale. Non è ammessa gomma sul pomo della sella.

SOTTOSELLA:- Sono ammessi tutti i tipi di sottosella in fibra naturale. Non sono ammessi in neoprene a vista, tollerati ma non incoraggiati se sotto la copertina.

IMBOCCATURE:- Ammessi snaffle bits, half breed, salinas, spade bits e, in genere tutti i tipi di morsi californiani. Ammessi jaquimas (bosal). Ammessi morsi da roping con leve e ponte fissi, ma non incoraggiati. Ammessi two rein outfits. Non ammessi correctionals, grazing bits e imboccature dverse da quelle descritte sopra.

REDINI:- Ammessi Mecate su snaffles e jaquimas. Ammesse redini mecate anche split. Ammessi romal  in rawhide ma soltanto se con catenelle attaccate. Ammessi romal in cuoio o mecate o corda sintetica ( questi ultimi non raccomandati) sempre se con catenelle. Ammesse redini da roping. Ammesse redini split in cuoio ma non incoraggiate .

ACCESSORI:- Ammessi quirt e hobbles (pastoie) attaccate alla sella, ammessi pettorali se in stile con il resto della bardatura. Non ammesse stinchiere e protezioni salvo necessita’ specifiche.

CODA E CRINIERA.- Ammessa coda legata posteriore ma non la treccia.

 

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CAPPELLO:- Ammessi tutti i vari stili. Ammessi rancher style e comuni cowboy hats. Ammessi cappelli in paglia. Ammesso wool cap (railroad style) in inverno. Non ammessi ball caps. Non ammessi cappelli in cuoio. Non ammessi cappelli australiani. Ammesso stampede string.

CAMICIE:- Ammessi tutti i tipi di camicie a maniche lunghe.

GILET:- Ammessi tutti i tipi di gilet.

BRETELLE:- Ammesse bretelle.

SCARF:- Ammessi tutti i tipi di scarf in seta o altro materiale.

GIACCA:- Ammesse tutte le giacche in tela.. Nonincoraggiate ma ammesse le giacche sintetiche. Ammesse giacche in lana e materiali naturali. Ammessi slickers sintetici gialli. Ammessi slickers australiani. Ammessi giubbotti in denim e altro materiale .

MAGLIE:- Ammesse maglie in lana. Non ammesse felpe.

PANTALONI:- Ammessi Denim o tela.

CHAPS:- Ammessi chinks e armitas. Qualsiasi altro tipo di chaps è ammesso ma non incoraggiato, purche’ sia da lavoro.

STIVALI:- Ammessi tutti i tipi di stivali da lavoro. Ammessi packers e lacers.

SPERONI:-Ammessi tutti i tipi di speroni californiani. Tollerati gli altri tipi.

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Drew Mischianti & “Mr.Vaquero” Jay Harney, Santa Ynez, California.USA – Californios Ranch Roping – California Bridle Horse Association.

Cultura Buckaroo, di Drew Mischianti -testo e foto coperte da diritti (c) –

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Le origini dell’ Equitazione Americana affondano le radici culturali e tecniche nell’antico e nobile Equitare della Spagna. Molti dei termini utilizzati oggi per descrivere finimenti oppure tecniche particolari di diverse discipline hanno ancora nomi spagnoli e vengono usati quotidianamente da molti “cavalieri western” come impropriamente vengono chiamati dai più, senza conoscerne la reale provenienza. Parte di questa eredità storica appartiene anche all’ Italia, poiché anticamente e per lunghi periodi il nostro Paese fece parte della Spagna e molte tradizioni di Equitazione e non solo, si amalgamarono in modo da far “nascere” una medesima Arte Equestre soprattutto nel Regno di Napoli. Ma andiamo per ordine. Il vaquero spagnolo è l’antenato del buckaroo ( il cowboy del Nord –Ovest degli Stati Uniti d’America ) sia dal punto di vista storico che da quello più strettamente legato alla tecnica.

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Le radici della cultura dei Buckaroos attraversano centinaia di anni ed appartengono a tre continenti. Si dice Mori portarono le loro tradizioni di equitazione, usi e costumi dal Nord Africa alla Spagna. Selle, finimenti, gli stessi cavalli, le tecniche, ad unaattenta analisi storico tecnica, pare invece fosse addirittura il contrario, ovvero che durante la dominazione araba , la grandecultura dell’Equitare iberico rivoluzionò e migliorò le conoscenze dei “Cavalieri del Deserto” che però contribuirono a loro volta immettendo sangue di soggetti Arabi nelle fattrici Spagnole…

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Tutto fu tramandato dagli spagnoli a questa antica civiltà Nordafricana checomunque aveva già il cavallo al centro del proprio mondo. Un antico segreto dei Berberi era ” il segreto dell’uomo sta nel cuore dei libri antichi, nel vento che sibila tra le criniere dei cavalli, nel tuono dello zoccolo che batte la sabbia”.I cavalli Berberi infatti sono nel patrimonio genetico dei cavalli spagnoli e quindi , dei cavalli americani. Con i viaggi che seguirono le prime spedizioni del grande esploratore e genio Italiano,Cristoforo Colombo, il cavallo iniziò lentamente a sconvolgere letteralmente la vita dei nativi americani e a permettere ai nuovi abitanti una veloce conquista del continente.

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Gli spagnoli caricarono cavalli e bestiame sulle navi, attraversarono l’oceano con le stive cariche di animali per tre lunghi mesi di navigazione impossibile, custodendo nel loro cuore le tradizioni dei vaqueros che avevano tatuato, indelebili, nella cultura del cavallo spagnolo. Questo patrimonio di tradizioni, che formarono il vaquero spagnolo , a sua volta generarono il vaquero californiano e quindi l’odierno Buckaroo. La parola Buckaroo infatti non è altro che il nome “vaquero” storpiato secondo lo slang degli Anglos. Vaquero diventa buck-e-roo in un primo momento e buck-a-roo in un secondo tempo. Ma facciamo un passo indietro.

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I primi vaqueros spagnoli, in America, lavoravano nei vastissimi ranchos del vecchio Mejico, enormi appezzamenti di terra selvaggia, ostile, senza orizzonti conosciuti, che venivano amministrati da uomini a cavallo, intenti a sviluppare l’allevamento dei bovini nel nuovo mondo. Nel 1760, alcuni vaqueros si spinsero a Nord, con la spedizione di Portola che seguiva fini espansionistici per la corona di Spagna. La spedizione, come tutte, portava con se enormi mandrie di manzi, vacche e tori, remudas di centinaia di cavalli, carri, e soldati coperti di elmi e armature leggere. Lentamente gli spagnoli si insediarono nell’odierna Califonia fondando piccoli centri, missioni e grandissimi ranchos. Ebbe inizio l’epoca dei Dons, ovvero dei nobili latifondisti spagnoli che amministravano le haciendas e i ranchos. Agli inizi del XIX secolo i ranchos e le missioni iniziarono gli scambi commerciali con i mercanti del New England. L’unica fonte di guadagno, per questa nuova provincia spagnola ( la Califonia appunto), erano le pelli di vacca, che venivano conciate a migliaia e scambiate come denaro contante, con i mercanti dell’ Est.

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Il grande movimento, legato alla cultura del cavallo e del bestiame in Nord America iniziò qui. L’argomento di riferimento del commercio era il bestiame, ma al centro della cultura c’era il CABALLO. Nei ranchos i dons facevano arrivare dall’Europa fattrici e stalloni di razza Iberica, Purosangue Inglesi, Arabi e cavalli pesanti per tirare attacchi e mezzi di trasporto. Sulle navi, di nuovo, venivano caricati i cavalli, accuditi durante il lungo viaggio, sbarcati in Mejico. Dal Messico, allora ancora Nueva Espana, come veniva comunemente chiamato il West, degli speciali caballeros e vaqueros, armati di tutto punto con picche e spingarde, con al seguito carovane di muli e carri trainati da buoi, arrancavano verso la Califonia prendendosi cura dei cavalli destinati alle missioni ed ai ranchos.

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Nei vecchi documenti, ritrovati in Messico ed in Califonia, si sono rinvenuti alcuni fogli di pergamena con ordini espliciti che obbligavano, in caso di maltempo, pericolo o qualsiasi problema di mollare provviste e mercanzie ma salvare i cavalli, la biada ed il foraggio loro destinato per il viaggio. In più di un’ occasione, alcuni vaqueros furono giustiziati, una volta giunti a destinazione, perchè avevano consegnato uno stallone o una fattrice in pessime condizioni. Il cavallo, in quel momento storico ed in quel territorio, rappresentava davvero un perno intorno al quale ruotavano gli usi, i costumi e la stessa vita di un nuovo popolo che tentava di conquistare quella terra selvaggia e primordiale. Gli spagnoli, per tradizione, come ancora oggi sono soliti fare, non montavano le femmine, che tenevano solo come fattrici, ma soltanto cavalli interi. Solo quando i vaqueros scavalcarono la sierra per espandersi nel Great Basin ed incontrarono le tradizioni degli Anglos, venne in uso castrare i cavalli. Ma ancora oggi, difficilmente un Buckaroo ”integralista”monterà una femmina, tranne in rarissimi casi.

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I vaqueros, comunque si insediarono perfettamente in California, adattandosi con grande gioia al suo clima, così simile a quello Mediterraneo, utilizzando le enormi risorse di ottimo legno di quercia delle colline della fascia pedemontana e soprattutto pascolando migliaia di capi nei vastissimi pascoli d’erba grassa e ricca di sali minerali. La California a quel tempo doveva sembrare il paradiso. La gente che abitava questa regione iniziò a chiamarsi, autonomamente, Californios. I Californios erano spagnoli, ma erano pochi, così iniziarono ad insegnare agli indiani ed ai mestizos  (mezzosangue) l’arte dell’equitazione da lavoro, per poter controllare un così vasto territorio.

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Un rancho degno di questo nome arrivava comunemente a misurare almeno mezzo milione di ettari. Tra il 1769 ed il 1848, i vaqueros svilupparono un particolare stile di monta ed un originale uso di finimenti ed attrezzature varie di chiara influenza ispanica, ma riadattate alle esigenze americane. Il loro equipaggiamento era totalmente realizzato da artigiani esperti, finemente decorato con argenti, crine di cavallo, cuoio e pellami pregiati. Le imboccature, riflettevano la passione per questo tipo di lavorazione ed erano anch’essi raffinati pezzi d’arte, comunemente impiegati nel lavoro quotidiano. Dal 1850, la reale proprietà delle terre californiane passò lentamente nelle mani degli angloamericani, ma i vaqueros continuarono a lavorare e dirigere le vastissime rangelands (terre del bestiame ) con la stessa nobile dignità di un tempoDopo 1860, inseguito ad un periodo di lunga siccità ed al restringimento, a livello legislativo, delle libertà concesse ai ranchers, gli allevatori californiani guardarono alle regioni che si estendevano, selvagge, aldilà della Sierra Nevada.

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Uomini avventurosi come John Devine, i fratelli Altube, Peter French ed Henry Miller iniziarono a costruire ranches nella regione che oggi rappresenta il vero buckaroo country, ovvero il Nevada settentrionale, l’ Oregon orientale e la regione del fiume Owhyee nell’ Idaho del sud. I vaqueros che scortarono le enormi mandrie di bovini dalla California, portarono con loro gli antichi metodi di addestramento, le loro selle visalia (slick fork e centerfire rigging, tipici sistem di allaccio del sottopancia  edi arcioni che definiscono queste particolari selle da lavoro), gli Hackamores in Rawhide ( bosal, cavezzoni da doma), gli spade bits (i tipici morsi dei cavalli californiani ), le redini romal e i ropes (  comunemente conosciuto come lazo ) di cuoio crudo intrecciato chiamati reatas. Nella nuova “ranchland” (terre da pascolo) i Californios passarono lentamente la tradizione della loro cultura di horseman agli immigrati irlandesi, scozzesi e italiani (ancora oggi molti sono i cognomi italiani che si trovano in questa area) ma anche ai pastori baschi ed agli indiani Paiutes, Western Shoshones e Bannocks. Anche alcuni Afroamericani, che avevano raggiunto il Nord-Ovest con le grandi cattle driver dal lontano Tejas ( come veniva chiamato lo stato del Texas in origine), appresero le tecniche dei Californios.

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Agli inizi del XX secolo, i leggendari vaqueros che per primi erano arrivati nel Northen Great Basin, gente come Chino Bendugo, Juan Redon, Rafael Remudas (secondo i registri della O.H.Society) e Lolo Mundez, non erano più in attività nei ranches. Troppo vecchi oppure già passati a cavalcare su pascoli più verdi. Per colmare il vuoto immenso che questi frontiersman (uomini di frontiera )  lasciarono agli inizi del ‘900, alcuni cavalieri presero con onore il loro posto, chiamarono se stessi Buckaroos.

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Un secolo dopo, ancora oggi, fieri sulle loro selle Wade o Visalia, protetti dai loro Californio style Hats e custoditi nei chinks e armitas di cuoio, i buckaroos, eredi dei vaqueros spagnoli, cavalcano nelle sterminate distese di sagebrush ( salvia selvatica ), indomiti, integralisti, duri nelle loro maniacali idee sulle tradizioni.

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 Le zone di riferimento topografico sono le stesse, Oregon, Nevada, Idaho. Medesime sono le caratteristiche, le tradizioni e le tecniche. Oggi questo tipo di cultura, relegata per decenni a ruolo di folclore dall’industria del Western Riding moderno, rivive un momento di inaspettata gloria. Sciami di cavalieri inconsapevoli si vedono seduti su selle Wade, infilati in improbabili chinks borchiati e con le mani impiccate con costosissimi romals. Per molti tutto questo è una moda, uno stile da imitare. Per noi di Ranch Academy una missione…quella di continuarea tramandare questo nobile Equitare alle future generazioni con coerenza, professionalità e qualità. Come dice un vecchio proverbio a noi ben noto…

…….ci nasci e ci muori Buckaroo. Non ci diventi!

 Andrea “Drew” MISCHIANTI.

 

 

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