COWBOY JOURNAL
COWBOY JOURNAL© a cura di RANCH ACADEMY & Friends
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Buona lettura!

ALLEGATO A RANCH-ACADEMY.COM Numero 2 Luglio-Agosto 2009
ITALIAN SILVERSMITHS- LUCA BENCIVENGA.

Tutto nasce dalla mia passione per i cavalli e la cultura Buckaroo e la mia proffessione, si ,di fatto sono un artigiano orafo da quando avevo 14 anni e amante dei cavalli da quando ne avevo forse due.
In passato ho riversato la mia passione nel lavoro ,creando i più classici dei gioielli, collane,bracciali,anelli che ovviamente avevano come soggetto il cavallo.


Avvicinandomi alla cultura Buckaroo e iniziando a conoscerne meglio lo stile di vita e le abitudini ho cominciato a pensare a quanto mi sarebbe piaciuto creare qualcuno di quei Concho indossati dai Buckaroo.
La sera dopo il normale lavoro di orefice mi rinchiudo dentro il mio laboratorio e comincio a lavorare questo metallo, l’Argento, così apprezzato dai Cowboy’s del Nord-Ovest Americano, tra fusioni trafilatura, e sagomatura della lastra si arriva a questo disco leggermente bombato da dover rendere lucido come uno specchio, da li poi si parte con l’incisione con i bulini dove nascono forme e motivi, che rispecchiano la nostra passione.
Nel bel mezzo di questo pensare ho conosciuto gli amici di Ranch Academy che un giorno mi hanno chiesto di creare proprio un Concho per un caro Amico (GB Lavezzi ).

Così è incominciato tutto, e come succede anche in cucina con le ricette, quando l’ingrediente segreto è la passione il risultato non può che essere buono.
Certo conoscere e stimare che deve ricevere l’oggetto aiuta molto e devo ammettere che tutto il lavoro va avanti quasi da solo, idea dopo idea .


Non sono io a dover giudicare i miei oggetti, ma viste le richieste penso che il primo non fosse poi così male.
Mi piace crearli pensando a chi deve riceverli, per questo non saranno mai uno uguale all’altro, fino ad ora li ho realizzati solo per cari Amici e non ci crederete ma non ho ancora avuto modo di prepararne uno per me .
Per contatti e ordini: naturalhorse64@gmail.com
FABIO’S BEST RECIPES-CALIFORNIA APPLE CAKE

Ecco la ricetta della torta che non piace……..
PER 6 PERSONE,diametro tortiera 25 cm
Per prima cosa 200 gr di panna fresca
Un vasetto da 125 gr di yogurt al naturale,
Mezza tazzina di succo di limone fresco,mescolare il tutto per alcuni minuti e lasciar a temperatura ambiente per un ora e piu,cosi farete la Panna Acida,a volte tende a spessire,non preoccupatevi.
PER LA BASE:
150 gr farina doppio zero(farina comune)
100 gr burro morbido
80 gr di panna acida
3 cucchiai da minestra di zucchero di canna(,non farete un buon risultato con lo zucchero bianco)
un cucchiaino di zenzero in polvere
mezzo cucchiaino di noce moscato in polvere.
Mettere in frigo a riposare e in tanto prepariamo:
800 gr di mele verdi (tipo Granny Smith)
150 gr zucchero di canna
3 tuorli d uovo
1 cucchiaio da minestra di farina o maizena
200 gr di panna acida
un cucchiaino di zenzero in polvere
un poco di limone buccia gratuggiata
Sbucciare le mele e tagliarle a meta,ripulendole al centro dei semi,scaldate il forno a 180/200 gradi,
mescolare in una ciotola lo zucchero,i tuorli,la farina o maizena,la panna acida le spezie e il limone gratuggiato,mescolare molto bene,magari con una frusta e non far grumi fate una bella “crema”.

Prendere la pasta in frigo,stenderla con il mattarello su tavolo infarinato,con uno spessore sino a 1 cm d altezza,rivestire la teglia imburrata e spolverata di farina con la pasta.sagomare i bordi alti 2 cm abbondanti.
posizionare le mezze mele sulla pasta con il dorso verso l alto.
prendere la crema fatta prima versatela nella tortiera sopra le mele,le mele saranno ricoperte poco piu della meta,se vi è avanzata della pasta del fondo rompetela a pezzetti e spargere sopra,se no date una piccola spolverata di zucchero di canna.

Ora siamo pronti si và in forno,per 60/70 minuti la prima mezzora a 180,poi alziamo sui 200 per il restante tempo.occhio alle botte di calore subito,vi faranno cuocere l esterno,ma l interno resterà crudo……..con lo stecchino controlliamo la cottura,quando lo stecchino uscira un poco asciutto ci siamo con una buona cottura!

lasciate raffreddare,potete servirla anche tiepida con gelato alla crema,crema pasticcera al limone tiepida,panna montata,panna acida……gnam,gnam,gnam…..
Fabio Veroli Gastronomia Teresa Savona.
17 RANCH- THE DREAMPLACE by STEFANATI FAMILY

A Settembre si apriranno le porte del Seventeen Ranch. Un’ angolo di Ovest, perfetto, bellissimo, a misura di …buckaroo…Un luogo dove si respira Horsemanship, dove si coltiva il rispetto, dove si pratica l’umiltà del conoscere, dove…si vive in armonia con i cavalli e la lussureggiante Natura in cui è incastonato questo pezzetto di mondo giusto, tra le colline dell’ astigiano, con le Alpi laggiu’ che stanno a guardare zitte, splendide, vere. Cowboy Shool & Buckaroo traditions, lezioni di Equitazione Americana di base e Avanzate, Reining , Ranch Roping, Ranch Rodeos & More.

Buckaroo rides, clinics, stages, meetings e sessioni di incontro e discussione su addestramento ed Equitazione Naturale. Pack Trips e Trekking in collaborazione con Alpitrek. Concerti di Cowboy Music, eventi speciali con horsemen internazionali. Cook-outs & BBQs. Allevamento Australian Shepherds, doma e addestramento puledri, avviamento al reining e al roping….e molto, molto altro ancora.

Seventeen Ranch, it’s not a dream, it’s a dreamplace….www.seventeenranch.com
RIDING BASICS- LEGARE IL CAVALLO ed AVVICINARSI A LUI.
1. LEGARE IL CAVALLO
Quando leghiamo un cavallo è importante adottare le seguenti norme:
• Usare sempre il nodo di sicurezza a scioglimento veloce.
• Legarlo ad un anello ben fissato e stabile; la posizione dell’anello deve essere indicativamente pari all’altezza del garrese del cavallo.
• Evitare di legarlo a rami, steccati, oggetti o pali che si possano facilmente spostare o rompere.
• La misura della longhina nel tratto che va dall’anello alla capezza deve corrispondere alla lunghezza del collo del cavallo, misura presa dall’attaccatura della testa alla punta della spalla.
2. AVVICINARSI AL CAVALLO LEGATO.
• Il cavallo ha due zone cieche,infatti il campo visivo dell’animale non gli permette di vedere immediatamente davanti ai suoi occhi e dietro alla sua coda per circa 60°. Ha invece piena visione per i rimanenti 120° per parte e comunque bisogna evitare di avvicinarlo a sorpresa.
• Nell’avvicinarlo dobbiamo farci sentire con la voce, toccarlo per indicargli in ogni momento la nostra posizione, specialmente quando siamo prossimi ai piedi, la coda o le zone delicate (genitali, occhi e orecchie)
• Prestiamo attenzione ai movimenti improvvisi del cavallo alla presenza d’insetti, perché potrebbe colpirci nel tentativo di scacciarli sia con le gambe, coda o testa.
• Nello spostarci intorno al cavallo non passiamo sotto la testa, la pancia o tra la strettoia creata tra il cavallo e il muro.
TREKKING FOR PLEASURE by ALBERTO.
Due giorni a cavallo sui Monti Lepini

Piccola premessa quello che segue non vuole essere un resoconto preciso ma solo il diario (fatto di ricordi più che di appunti) di un facile trek di due giorni sui Monti Lepini, se trovate qualche imprecisione o qualche errore nei nomi o nelle indicazioni dei luoghi siate comprensivi.
I Monti Lepini come certo saprete sono una catena montuosa che divide la pianura pontina dalla Valle del Sacco e politicamente appartengono alla provincia di Roma, di Frosinone e di Latina (una piccola parte), quello che abbiamo fatto è stata una facile escursione (estiva) della durata di due giorni partendo dalla Piana di S.Serena e toccando il Monte Gemma (1457 m)ed il Monte Malaina.(1480)
All’ escursione partecipammo io (Alberto) e il mio amico Augusto di qualche anno più vecchio di me, io montavo una meticcia di 12 – 13 anni (mai saputa l’età precisa) chiamata semplicemente “la grigia”, mentre Augusto era in sella ad un castrone di 7 anni maremmano.
Io ho usato una sella americana da lavoro, cui avevo aggiunto un paio di campanelle mentre Augusto impiegava sul suo castrone (di cui mi spiace ma non ricordo il nome) una sella italiana con cui montava da anni.

Tutto inizia dalla Piana di Santa Serena o Piano della Croce circa quota 1100 m slm che si raggiunge dal paese di Supino (FR) percorrendo una diecina di km di strada di montagna, strada pericolosa e spesso chiusa al traffico a causa della continua caduta di massi anche di grosse dimensioni.
Una volta raggiunta Supino arrivare a S.Serena è facile basta seguire le indicazioni stradali, vista la ripidità della salita se come noi trainate un trailer con due cavalli vi servirà un mezzo (4×4) abbastanza potente, perché ci sono un paio di tornanti impegnativi.
A metà della salita sulla strada asfaltata si trova un fontanile dove gli abitanti della zona vanno a far sorta di acqua, consiglio di rifornirsi qui riempiendo un paio di grosse taniche perché non sempre il fontanile che pure è in cima dà acqua (utilizzabile).
Sommariamente eravamo così attrezzati: due tende ad igloo da due posti una per noi ed una per l’attrezzatura, un elettrificatore portatile a batteria, alcuni paletti ricavati da tondini di ferro alti all’ incirca 1,50 m, un rotolo di fettuccia per recinti elettrici, 30 m di corda in due canapi distinti, necessario per cucina, un sacco di avena (rivelatosi poi inutile), una cassetta attrezzi completa di ogni ben di Dio (mazzette, pinze, chiavi ecc.),

Per la parte equestre i cavalli erano equipaggiati normalmente ed avevamo solo aggiunto alla normale bardatura una lunghina fissa, vista la frequente necessità di scendere da cavallo e condurre l’animale a piedi.
Alle selle tutti e due avevamo fissato una bisaccia anteriore a banana e due capienti bisacce posteriori, dietro la sella arrotolata una grossa coperta con cui coprire le schiene dei nostri cavalli durante le pause.
Di rigore camicie a maniche lunghe meglio se di cotone, e ampi cappelli (il sole picchia) qualche pile, un impermeabile leggero tipo poncho, coltello sempre in tasca ed un machete completavano l’equipaggiamento

Chiaramente abbiamo portato con noi tutta questa roba, perchè si è potuto far campo base su Piano della Croce, durante l’escursione abbiamo portato con noi solo l’indispensabile.
Noi siamo stati su a Giugno ma vi assicuro che il sole la sopra picchia inclemente e quindi quello che non ci siamo fatti mancare durante le due uscite era una copiosa scorta di acqua, per noi e per i cavalli, visto che a mio giudizio non c’è nulla di più brutto che patire la sete in montagna.
Personalmente ne portavamo su circa 10 Litri ciascuno, le bottiglie da 1,5 litri sono perfette (3 x bisaccia)
Siamo arrivati al piano verso le 17 abbiamo parcheggiato il furgone alla fine della strada dove un piazzale si allarga a dominare la valle.
S.Serena è popolata da branchi di cavalli e di vacche allevate allo stato brado e questo vuol dire mosche, tante mosche specie durante le ore più calde.
Appena arrivati abbiamo montato un mini-paddock recintato con il recinto elettrico, i cavalli erano ambedue abituati a stare in recinto, ma per precauzione li abbiamo sempre tenuti legati alla fune tirata tra due picchetti fissati saldamente al terreno.
All’ interno del recinto abbiamo montato le tende, il recinto elettrico è indispensabile, se non per tenere i vostri cavalli per tenere alla larga i cavalli altrui e le vacche che curiosando vi distruggerebbero il campo.
Il Piano è circa a 1100 m quindi una serata per acclimatarsi è stata sufficiente.
La prima uscita siamo partiti intorno alle 5,30 abbiamo percorso tutto il vallone che declina verso ovest avendo il monte Gemma sulla sinistra e il Malaina sulla destra, su tutto il vallone abbondano i rifugi di pastori, e dove ci sono pastori ci sono cani, in genere sono grossi maremmani, a cui è bene stare alla larga, sono animali abituati ad affrontare i lupi e quindi sappiatevi regolare.
Percorso il vallone per un paio di chilometri su un terreno sofficissimo, si iniziano ad incontrare alcuni inghiottitoi di tipo carsico, buchi profondi nelle viscere della montagna, molto interessanti da vedere (da fuori), il canalone man mano si restringe e il crinale a sinistra si fa più dolce e con un poco di attenzione si piega a sx e si inizia la salita, percorrere queste zone a cavallo non è difficile, ci sono mille sentieri e viottoli tracciati dagli animali durante il loro pascolare allo stato brado e quando tornano alla sera a bere al fontanile, basta fare un poco di attenzione e scendere di sella nei passaggi più rognosi.
Una cosa di cui bisogna tenere conto è che questi sentieri sono perfetti per chi và a piedi, e per gli animali non montati, ma quando si passa nel bosco bisogna fare molta attenzione ai rami bassi, pena qualche sonora craniata.
Una volta raggiunta la cima del crinale si apre alla vista sulla destra il resto della catena dei Lepini, il percorso è tutto un alternarsi di aree scoperte e di passaggi in mezzo al bosco, la direzione è chiarissima e basta mantenere la cresta per raggiungere dopo circa 2 ore di sella la cima del Gemma, da cui si domina la pianura di Frosinone e in lontananza si staglia inconfondibile la cima del Monte Caccume ( che come dice il suo nome in latino vuol dire “cima appuntita)
Siamo arrivati in cima verso le 10, dopo aver fatto diverse pause per godere del panorama fare qualche spuntino e fare riposare i cavalli.
Sistemati i cavalli una volta sulla cima si sono rivelate utilissime le coperte, visto il venticello che spira.
Ci siamo fermati sulla cima per un paio di ore e poi siamo ridiscesi per la stessa strada, se per salire occorre fare attenzione per scendere ce ne vuole il doppio e molto più spesso abbiamo condotto i cavalli a mano, occorre fare molta attenzione alo strato di foglie che spesso raggiunge nel sottobosco spessori considerevoli, e può essere un rischio per i nostri amici quadrupedi.
Ridiscesi abbiamo sistemato i cavalli controllato gli zoccoli e fatto il campo per la cena, la notte a queste quote (seppure non altissime) è fresca anche d’estate e quindi il sacco a pelo serve eccome.
Durante la notte vi renderete conto di come serva il recinto elettrico, le vacche che pascolano sono curiosissime e le tende sono per loro un richiamo irresistibile.
La mattina dopo siamo partiti grosso modo alla stessa ora per il Malaina, il sentiero parte proprio dal fontanile e l’unica differenza del percorso del Gemma è che il percorso che porta al Malaina è molto più pietroso e quindi richiede una ferratura adatta, (oltre ad un cavallo abituato).
Per raggiungere la cima basta arrivare alla cresta e poi seguire a vista il crinale, il sentiero è quasi tutto scoperto e quindi più esposto al vento ed al sole, a metà della salita ci siamo presi un bel temporale, per fortuna di breve durata, ma che è stato sufficiente per bagnarci ben bene nonostante gli impermeabili.
A causa del percorso più impegnativo siamo arrivati su intorno alle 12, e per proteggerci dal sole abbiamo dovuto accontentarci della poca ombra dei radi alberi.
La discesa è consigliabile per lo stesso sentiero, anche se dalla cima piegando verso dx si può scendere velocemente sul canalone, ma è un sentiero molto ripido, da fare a piedi e difficile in sella.
ROPING SEASON
Tra poco il calendario delle Tappe ERA…intanto vi aspettiamo numerosi alle finali!!!
Per organizzarci al meglio vi chiediamo gentilmente di fare la pre-iscrizione inviando una mail al sito www.seventeenranch.com indicando la data del vostro arrivo, se portate il vostro cavallo o avete bisogno di uno dei nostri sul posto e altre esigenze…Happy Trails!!!
ALLEGATO A RANCH-ACADEMY.COM Numero 1 GIUGNO 2009
DAVE STAMEY ,Pure Poetry.
Dave Stamey, praticamente oramai , possiamo definirlo il nostro araldo. Il suo ultimo lavoro, “Come Ride With Me” è davvero poesia pura. Abbiamo trovato il suo CD a Red Bluff, durante “The Californios”…ma voi lo potrete acquistare sul web. Basta andare sul suo sito, che è nella lista dei nostri Links. Andate e portatelo a casa. ne vale la pena. Pezzi lirici come “Dusty Road”, divertenti come “Used Rough” e veri ed ironici come “Someone Go Back Home”…vi faranno amare questo Cd dove ogni canzone meriterebbe un commento.
“I’ve caught a gentle horse,and his eyes are big and brown…” www.davestamey.com

ROPE WITH US, European Roping Association
Da settembre inizieranno i nuovi appuntamenti con la European Roping Association. Practices e stages sono previsti per tutto il mese, fino alle giornate del 26 e del 27, dedicate alle NATIONAL FINALS 2009. Dalle finali in poi sono in calendario due Jackpots ed il nuovo Campionato del 2010. Da Gennaio. Novembre e dicembre ci vedranno presenti a Fieracavalli e al Country Christmas di Pordenone , in compagnia dei nostri amici americani…Durante l’estate alcuni nostri ranch ropers andranno in Montana a disputare le gare della Northern Ranges Ranch Roping Series…per ottimizzare il gemellaggio con questa associazione americana e stendere le basi per il prossimo Campionato che promette bene e meglio. Avremo tutti a disposizione un’arena coperta ed una mandria perfetta per tutti i nostri appuntamenti…insomma, ROPE WITH US!!! European Roping Association…U-Rope!

RANCH HORSES
Dal prossimo autunno renderemo operativo il Ranch Roping Studbook ,istituendo il registro degli stalloni selezionati da Ranch Academy seguendo criteri e valutazioni in linea con le tradizioni, i valori e la filosofia del ranching heritage. Anche le fattrici verranno segnalate in un apposito registro mentre i geldings avranno un loro spazio dedicato nella Hall Of Fame. Tutto questo per promuovere e selezionare un gruppo di cavalli realmente idonei al ranch roping ed alle attività di lavoro tradizionali. Chiunque fosse interessato ad iscrivere il proprio soggetto, puo’ proporsi a Ranch Academy inviando una mail sul sito. Apposite gare di morfologia, dry work, roping e cow work verranno organizzate nei prossimi mesi.

BE A BUCKAROO
Partecipate con noi alle attività della International Buckaroo Society. Buckaroo Rides, Reunions, BBQ….Buckaroo Days, tante attività legate alla cultura e alla storia degli antichi vaqueros. Sul sito troverete tutti i programmi relativi alla I.B.S. Come potrete leggere sull’ apposito bottone (Int. Buckaroo Soc.) non è possibile acquistare una tessera…
“-Non esistono tessere. Non esistono versamenti in denaro. Esiste un libro soci. La soc. è assolutamente senza fini di lucro. I requisiti dei soci sono essenzialmente culturali. Un socio delle IBS deve conoscere le tradizioni e le tecniche della Buckaroo Culture e deve dimostrare di saperle promuovere e preservare.”
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