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RANCH TRAIL…parliamone.

ALLA VIGILIA DELLE FINALI DI BUCKAROO RANCH TRAIL ERRA…ricordiamo ai nostri amici alcuni concetti legati a questa disciplina…

TESTO DREW MISCHIANTI, FOTOGRAFIE NATALIA ESTRADA….ALL RIGHT RESERVED (c)

Oggi giorno conosciamo il “ Trail “come una disciplina dell’ Equitazione Americana che riproduce, all’interno dell’ arena, un vero e proprio percorso con ostacoli artificiali come: il cancello, le barriere a terra, il ponte e lo slalom fra i birilli in avanti o in back, ispirandosi agli ostacoli naturali e alle varie mansioni che un cavallo da ranch deve svolgere quotidianamente. La disposizione degli ostacoli e le andature richieste vengono stabilite di volta in volta dal giudice e devono essere comunicate prima della gara ai partecipanti di modo che possano memorizzare il percorso…In questa disciplina vengono valutati la precisione del binomio e la bellezza delle manovre nel superare le varie difficoltà, ma pian piano, come spesso accade l’agonismo si allontana sempre di più dalla realtà e cavalli campioni di questa specialità in arena non sono quasi mai pronti ad affrontare un sentiero in campagna…Esiste invece la necessità di applicare alla nostra vita quotidiana con i cavalli, i principi e le tecniche per superare con serenità ed eleganza i “piccoli ostacoli” che la nostra orografia ci propone….da questo nasce il Ranch Trail . Affrontare salite, discese, guadare fiumi, aprire e chiudere cancelli senza scendere da cavallo, saltare un fosso o un tronco sul sentiero, trottare in mezzo alle stoppie o al fogliame, in mezzo al fango o su terreni sconnessi è sempre stato tema di dibattuto di grandi militari e uomini di campagna. Dall’integrità fisica e mentale del cavallo dipendeva la vita del  cavaliere in campo militare  e oggi il nostro divertimento e la buona riuscita del trekking impegnativo oppure della passeggiata della domenica.  Il successo e la sicurezza sono affidati alla nostra capacità di  superare con il giusto atteggiamento i vari elementi naturali che possono diventare una piacevole “sfida”, a patto che si sappia come comportarsi. Il lavoro in campagna è fondamentale per potenziare e conservare il desiderio del cavallo di portarsi in avanti ovvero, l’impulso. Molti cavalli “annoiati” in maneggio, che offrono resistenza ad avanzare o avanzano svogliati e trascinano i piedi, ritrovano all’aria aperta la voglia di andare con un visibile e immediato cambiamento del loro atteggiamento. Montare all’aperto non significa dimenticare la posizione in sella, l’assetto, il rispetto per la bocca del cavallo e il buon senso. Personalmente, lungo il tragitto, verifichiamo sempre l’efficacia degli aiuti, la reattività e la condizione mentale e fisica del nostro compagno. Piccole cessioni alla gamba, spostamenti laterali, transizioni ascendenti e discendenti, cambi di galoppo possono essere chiesti in ogni momento con risultati spesso sorprendenti. Il maneggio non deve essere sinonimo di lavoro e l’uscita di svago, rompere questo schema fisso alzerà la soglia di attenzione del binomio e migliorerà senza dubbio la vostra equitazione soprattutto se impiegate i vostri cavalli in gare di alto livello. Esercitare manovre e percorsi in campagna, rende i cavalli impegnati in agonismo più volenterosi e disponibili. E’ importante sfatare il concetto che un cavallo da reining per esempio o da cutting (..ma lo stesso vale per il salto ostacoli oppure il dressage) non debba mai conoscere la sana campagna. Una lunga passeggiata nella natura tempra lo spirito e forgia i muscoli di cavalli e cavalieri e famosi ed autorevoli Uomini di Cavalli come Michel Robert oppure Bob Avila, inseriscono nel loro programma di allenamento il lavoro in campagna come alternativa saltuaria alle sessioni in arena. Analizziamo ora in dettaglio i fattori per la buona riuscita del nostro Ranch Trail:

Assetto- E’  tutto, specialmente quando non siamo in piano con un bel fondo di sabbia battuta. La regola è di stare centrali sulla sella, la nostra posizione non deve essere nè troppo indietro nè troppo in avanti, ma l’assetto (che sarebbe la capacità di disporre le parti del corpo in equilibrio in movimento) si deve adeguare alla mozione del cavallo morbidamente e senza contrastarlo . Disturbare con le mani, tirando, irrigidendosi o pesando più su una staffa crea dei disturbi che possono diventare delle vere e proprie difese da parte del nostro compagno di strada ( e questo vale in manegggio come sul sentiero).

La bocca del cavallo– E’ sempre delicata e merita la nostra attenzione. Vietato parlare gesticolando con le redini in mano, girarsi per chiacchierare o segnalare qualcosa pizzicando i fianchi con gli speroni o attaccandosi in salita, discesa o nel saltare un ostacolo per mancanza di equilibrio.

Buon senso-Lasciare al cavallo scegliere la strada, è sua responsabilità guardare come e dove mettere i piedi, la nostra di lasciarlo fare e guardare dove stiamo andando.Mai dovremo guardare a terra, altrimenti e lì che finiremo! Dovremo invece sforzarci di avere una visione panoramica del percorso che stiamo seguendo.

 Controllo– Dominare le nostre emozioni e non mettere il cavallo in difficoltà se poi non siamo in grado di superarle insieme. Valutare sempre attentamente le nostre capacità prima di proporre al cavallo un’ostacolo naturale oppure una manovra.

Ostacoli – gli ostacoli naturali possono essere rappresentati da terreni impervi, fango, pietraie oppure guadi. Affrontarli sempre con consapevolezza e serenità ricordando che il cavallo , naturalmente è abituato a superare situazioni come queste per istinto. Dobbiamo essere bravi nel rammentargli la sua natura infondendogli fiducia e procedendo con prudenza e per gradi ma mai trasmettendogli le nostre paure.

Salite e discese– Sovente in campagna i nostri cavalli saranno esposti a salite e discese. Il nostro grande Maestro federigo Caprilli ci ha magistralmente insegnato come affrontarle. Liberare sempre la schiena del nostro compagno , rimanere in assetto e facilitare l’impegno di tutta la massa muscolare evitando di bloccare gli arti con un’assetto scorretto e scomodo per il cavallo. La parola chiave è leggerezza.

Guadi– Elemento naturale, l’acqua,  ,crea più problemi al cavaliere che al cavallo. Spesso affrontare una pozza o un guado diviene un’impresa impossibile per molti cavalieri ed amazzoni inesperti Nulla di più semplice. Affrontare un guado richiede gli stessi presupposti delle situazioni decritte precedentemente. Inizieremo con piccoli corsi d’acqua, pozze e fossi assicurandoci che ogni volta il nostro cavallo riesca a superarli con successo e grande tranquillità, poi progrediremo in termini di profondità e larghezza affrontando torrenti e fiumi. La prudenza in questo caso è un ovvio obbligo per la sicurezza del binomio.

Cancelli-  In genere quando si affronta un cancello in campagna si ha sempre fretta di aprirlo. In realtà si dovrebbe dedicare più tempo a questa semplice manovra che però richiede tempo e dedizione. Iniziamo con dei piccoli cancelli leggeri a casa, magari costruendone uno e lavoriamo sul disimpegno dei posteriori e degli anteriori in sella con semplici esercizi quotidiani. Facciamo sempre in modo che per il cavallo questo sia un episodio piacevole e concediamogli all’ apertura e alla chiusura del cancello , lunghi momenti di relax.

Tronchi e steccati– Ci sono cavalli più predisposti al salto ed altri meno, ma praticamente tutti sono in grado di superare un tronco oppure una piccola staccionata con facilità. Non ha importanza il tipo di sella o la razza del cavallo, i presupposti sono gli stessi. Il cavallo “calmo, diritto, in avanti” affronta l’ostacolo con serenità e lo supera. Anche in questo caso è bene procedere per gradi e “presentare” al cavallo situazioni molto semplici all’ inizio ( un piccolo tronco, un cavalletto, una siepe bassa) per poi avanzare in termini di altezza e larghezza , senza mai, ovviamente esagerare.

Terreni difficoltosi – Affrontare con il proprio cavallo terreni impervi, rende migliore la prestazione in arena. E’ un fatto indiscutibile. Soggetti che hanno difficoltà ad eseguire manovre od esercizi di vario genere in arena, una volta portati in campagna, sviluppano un piede più sicuro, allungano le andature, migliorano il carattere e risultano più solidi in maneggio. E’ del tutto falsa la teoria secondo la quale un cavallo possa farsi male in campagna. Dipende ovviamente quale sentiero scegliamo. Generalmente i danni agli arti vengono con frequenza generati da un eccessivo sfruttamento nelle soffici arene dei centri d’addestramento, piuttosto che sui salubri sentieri di campagna. Questo concetto può essere egregiamente confermato da numerosi veterinari. L’alternanza di terreni duri e morbidi, l’attraversamento di pascoli e boschi giovano immensamente a tendini, ossa cuore ed umore di ogni cavallo. Dobbiamo ovviamente essere estremamente attenti a non esporre il nostro amico a pericoli inutili e prevedibili.

La campagna– il lavoro in campagna è fondamentale quindi per il completo sviluppo psicomotorio dei nostri cavalli. Giova immensamente alla progressione intellettiva e genera disponibilità soprattutto nei cavalli destinati all’ agonismo. Prima o dopo una sessione di allenamento, un cavallo dovrebbe poter godere di una rilassante passeggiata all’ aperto e, inserito nel programma d’addestramento dovrebbero essere previste giornate esclusivamente trascorse in campagna dove proporre al nostro cavallo gli stessi esercizi, con le dovute proporzioni relative al terreno, proposte in arena. Provare per credere. I risultati sono sorprendenti!

Cronache dal cowcamp….

Abbiamo ancora le camicie strappate dalle spine dei rovi, il fumo del fuoco del bivacco nel feltro dei cappelli, le mani spaccate dai ropes, le gambe indolenzite dalle lunghe ore in sella. Abbiamo il sapore delle calde notti di velluto e stelle trascorse sui monti, le nostre tende piantate sotto un pero selvatico, i cavalli liberi sul pascolo, le volpi ad ululare lontane. Abbiamo nel cuore e nella mente le parole sagge di Giulio mentre si va a caccia di vacche selvatiche, i racconti di Mario intorno al fuoco, il latrare dei Chatahoula sulla pista dei tori dispersi, le sere ventose e tiepide col mare all’ orizzonte, i monti alle spalle e gli ultimi nibbi bruni a veleggiare nel cielo turchese e rosa. Abbiamo i muggiti forti della mandria che ti sveglia al mattino, e l’acqua fredda di sorgente giù alla Pozza del Tasso, e tanto di quel lavoro duro e crudo dietro la coda del temerario Giulio. Infaticabile, inarrestabile , irraggiungibile nella sua enorme conoscenza di bestiame, cavalli e territorio. Abbiamo appena fatto ritorno a casa e già mancano quei pascoli brulli e magnifici, quella Frontiera che assomiglia tanto a quell’ Ovest che andiamo sempre a cercare….

Abbiamo voglia , intenzione e ossessione di tornarci. E torneremo ancora tante volte con Giulio, Mario, Brando e Francesca laggiù su quei pianori che iniziamo a chiamare casa nostra e poi , insieme a tutti voi, ancora una volta ad ottobre a vivere tradizione, leggenda, tecnica e vita vera…veramente.

Natalia in sella a Zeb sul Pascolo di Prato Rotatore.

Natalia & Giulio alla Pozza del Tasso…durante una calda giornata di roundup…

Un momento del Branding & Dovctoring durante le profilassi veterinarie obbligatorie. Drew & Giulio al lavoro …

Il nostro Cowcamp in fase di allestimento….

Scene di campo. Una settimana in mezzo ai Monti della Tolfa a radunare bestiame…non è un campeggio in Costa Azzurra…

Dalla Nostra postazione di LAVORO….la sella. Qui si impara DAVVERO la Ranch Horsemanship…dalla fonte.

Natalia al lavoro sui pascoli…giornate intere spese alla ricerca del bestiame brado su migliaia di ettari di territorio impervio…tuff cowgirl!

Francesca, Giulio & Drew. Life on the Range, dove amicizia, passione, competenza ed impegno si uniscono in un “deal” imbattibile.

 

 

 

 

 

 

Original G.S.Garcia Bit & Spurs…diffidate delle imitazioni.

ORIGINAL G S GARCIA BIT & SPURS by JM CAPRIOLA’s Gli unici Garcia originali dal 1864. Ultimamente c’e’in giro sul web e su FB un tipo che utilizza lo stesso cognome ma non e’ovviamente della famiglia. Anche la nonna di Natalia fa Garcia di cognome ma non fabbrica imboccature e speroni…questo tizio ha deliberatamente copiato il catalogo di Capriola e commercializza gli stessi modelli ma ATTENZIONE il costo minore ha un perche’ : non sono fatti a mano come dicono e sono in ACCIAIO non in ARGENTO. Think. Noi ovviamente supportiamo l’originale ed il creativo e segnaliamo il fasullo e il disonesto…

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