Archive for the ‘COWBOYS FOR PEOPLE’ Category

The Ray Hunt Memorial. Fort Worth, Texas, Feb. 26-27 th 2010.

Texas longhorn Steer in Ft.Worth Historic District…Stockyards.

Fort Worth, Texas.

Freddo, nevischio e longhorns parcheggiate al posto delle auto nell’ Historic District. Andiamo un pò in giro, annusiamo l’aria. Pensiamo a Ray. Siamo qui per rendere onore ad  uno dei più grandi horsemen del mondo. Celebreranno la sua memoria e le sue parole nel Will Rogers Coliseum. Un posto grande. Forse troppo grande. Ma sta arrivando tanta gente da ogni parte del mondo.


From Left Paul Dietz, Kip Fadland, Ricky Quinn, Drew Mischianti, Buck Brannaman, Buster McLaury ….Ray Hunt Memorial, February 2010.

Il giorno dopo Buck ( Brannaman) ci chiama. E’ arrivato qui attraverso una tempesta di neve, col suo sorriso, il suo lungo trailer e la solita faccia da Buck. Andiamo a sistemare i suoi cavalli poi a cena. Non parliamo di Ray. Ogni volta che ci prova , Buck si commuove. Siamo all’ Horseshoe , che diventerà il quartier generale del “Circle of Trust”…il giro di amici , il branco di vaqueros, la famiglia…insomma tutti noi.


Natalia Estrada, Mary Brannaman, Jo-Anne Jackson, Reata Brannaman & the gang…

Mary, Reata, Shayne e Joe Ann, Ricky & Sara, le ragazze delle Hawaii, e pochi altri. A volte , con noi c’è anche Carolyne (Hunt)…Domani è il Giorno e partiamo insieme all’ alba, nel truck di Buck, alla volta del coliseum. Al nostro polso un braccialetto di plastica. Su c’è scritto THINK su quello marrone degli uomini e WHISTLE GRIN AND RIDE su quello rosa delle donne…Entriamo e andiamo a dare un’ occhiata ai ventitrè puledri di due anni portati dal Wood Ranch (Arkansas) per la sessione di colt starting che vedrà impegnati i migliori o i più affezionati “studenti” e discepoli di Ray. Siamo in arena. Arrivano un migliaio di persone. Entrano a grappoli, con le facce stupite ed un pò timide. Non c’è musica, solo un vociare basso e sommesso ed una processione nella sala dedicata all’ asta delle robe di Ray. La moglie Carolyne ha messo all’ asta bridles, jaquimas, hobbles, selle e quant’altro della immensa collezione di RAY HUNT .

“Meglio che se le goda qualcuno. Meglio che vengano apprezzate e custodite, invece che prendano polvere e muffa nel granaio…” Inoltre questo è un modo per aiutare Carolyne che è rimasta sola e con parecchi conti da chiudere. Ray, infatti era un tipo che non dava molto valore al denaro.

Natalia ed io guardiamo quelle cose appese ai muri ed esposte sui tavoli con un pò di timore. Qualcosa tocca. Non ci piace l’idea che le cose di Ray vengano vendute…forse le avremmo viste meglio in un museo…


The horsemen with Carolyne Hunt.

Alle dieci comunque inizia il ballo. Ci sono tutti. Buck Brannaman, Buster Mc Laury, Martin Black, Kip Fadland,  Wade Black, Ty Van Norman, Ricky Quinn, Tom Curtin, Paul Dietz, alcuni horsemen australiani ed altri studenti storici di Ray. A presentare l’evento il famoso Bob Tallman e Sharon Camarillo…e…Pat. Parelli. Natalia ed io abbiamo incontrato Pat , suo figlio e Linda. Pat sembrava piuttosto provato ed emozionato. sappiamo che ha fatto di tutto per partecipare a questo evento. Natalia gli regala una copia di Horsepower e scambia quattro chiacchere con lui minuti prima dell’ inizio.


Natalia estrada 6 all the Parelli’s family…

Io sono insieme al fantastico John Pfeiffer, il nostro Ranchacademista dell’ Oregon, l’amico dei mustangs. Lui e sua moglie Toni saranno una delle più piacevoli sorprese di questo viaggio.


John Pfeiffer & Drew.

Inizia il colt starting. Ventitrè puledri. Ognuno tirato a sorte dagli studenti di Ray. Si va avanti tutto il giorno, con Carolyne ed alcuni illustri nomi della Gente di cavalli del nordamerica che commenta la sessione. Alcuni lavorano precisi a Ray, onorando il suo nome ed il suo pensiero. Altri ci provano, non sempre con risultati eccellenti.

La sera finiamo in un grosso capannone della fiera del bestiame, allestito a banquet. Shayne il mitico si preoccupa di tutto, portandoci drinks e riservandoci il tavolo del Circle of Trust, insieme a Buck. Baxter Black, il celebre umorista western, è di fronte a noi nella sala immensa per cercare di stempreare con i suoi divertenti monologhi l’inevitabile momento di commozione generale quando le luci si spengono ed un photo slide delle immagini di Ray inizia a scorrere sullo schermo mentre Wanda Dodd intona live una splendida canzone ( wildfire)….Abbiamo tutti un groppo alla gola e soprattutto Buck, seduto accanto a noi non riesce a trattenere le lacrime. RAY HUNT mancherà a tutti noi , ma soprattutto a coloro che ci hanno vissuto e lo hanno conosciuto….

Il momento dell’ asta arriva come uno shock. Pian piano selle, bridles e reatas appartenute a Ray volano via battute a suon di dollari. Saremo romantici ma ci fa stare male ancora un pò di più questa cosa…

Un caffè tutti insieme e poi a cuccia. Domani sveglia all’ alba e tutto ricomincia…puledri, horsemen, feel time & balance e lo spirito di Ray che , alcuni di noi, respirano anche e sopratutto fuori dall’ arena…Trascorro qualche minuto col mio amico Wade (Black). Ray era suo nonno. Avrei voluto fargli un’ intervista. Wade è stato qui in Italia insieme a me ed ai miei…”ragazzi” due o tre volte. Lo conosco bene. E’ teso ed ha pescato un baio che preferisce le praterie dell’ Arkansas ai tondini del Will Rogers Coliseum…lo lascio in pace….lo chiamerò la prossima settimana per un’ intervista….forse.


Buck Brannaman & friend…

Sono felice di vedere Buck come lavora il suo palomino. Non è soltanto campanilismo. Avreste dovuto vederlo. calmo sereno. senza fretta, senza mai forzare…e Kip, Buster, Ricky…bravissimi.

“Ho cercato di fare quello che avrebbe fatto Ray, siamo qui per lui, non per una gara…” mi dice Buck quando andiamo a dargli una pacca sulla spalla.


RAY HUNT.

Ray Hunt è andato altrove. Col suo corpo robusto e la sua voce ferma. Non è più tra noi. Ci ha lasciati il dodici  marzo. Il giorno del mio compleanno. Ero in normandia, a visitare i luoghi del D-day. Mi chiama il mio caro amico Paul Woods dal Montana e mi dice…” Hey Drew…a legend is gone…Ray Hunt died today…”

Guardo fuori dalla finestra del piccolo ristorante. La spiaggia bagnata e fredda finisce nell’ oceano buio. Non mi va di accettare l’idea che Ray ci abbia lasciati. Non mi va proprio giù. Ma non ce n’è….Tra poco fa un anno. Ray Hunt. E’ andato via. In un posto che prego sia migliore di questo. Spero abbiano qualche quattroferri di Là…perchè proprio non me lo vaedo il vecchio  Ray a piedi.

Non ci rimane che ringraziare BUCK BRANNAMAN & CAROLYNE HUNT per averci invitati a questo memorial e RAY HUNT , semplicemente di esistere, ogni giorno nei nostri cuori mentre cerchiamo di seguire il FEEL insieme ai nostri cavalli…

Drew & Natalia.



Richard Caldwell…needs us all…

Richard Caldwell è gravemente malato.

Lui,abituato ai grandi spazi è rinchiuso in un ospedale a Redding, California…poco sopra Red Bluff. Se siete credenti, pregate per lui. Se non lo siete, mandategli un bel pensiero positivo, pieno di energia…..Tutti noi di Ranch Academy siamo vicino alla tua storia. www.buckarooguide.com

caldwell

VERGOGNA!

Queste foto documentano in modo inconfutabile la morte di un giovane puledro di circa 3 anni per mano di un vigliacco cacciatore di cinghiali armato di carabina, per il momento ancora sconosciuto. Il fatto è avvenuto domenica 4 ottobre 2009 sui pascoli del parco dell’Aveto, nel comune di Borzonasca, nell’entroterra del litorale ligure del Tigullio. Sono ormai anni che lotto perchè ciò non avvenga, ma ogni anno, in concomitanza dell’apertura della caccia, vengono uccisi a fucilate diversi cavalli.Perchè? Per errore? No! Sono UCCISIONI INTENZIONALI per dimostrare il disappunto di alcuni cittadini verso le continue indecisioni delle amministrazioni dei comuni dei paesi limitrofi al parco o, ancor peggio per puro disprezzo degli animali, accusati di brucare erba su pascoli di altrui proprietà. Ho bisogno di tutti voi perchè ciò non avvenga mai più!

Enrico Bertozzi

Per ulteriori informazioni telefonare al: 3332865801

Il referto medico veterinario redatto questa mattina parla di morte causata
da un colpo di fucile caricato a pallini calibro 20 per la caccia alla lepre
 per cui per uccidere il cavallo è stato sparato un colpo da distanza
ravvicinata (8-10 Mt).
P. S.: in altri tempi e in altri luoghi il fucile era l’arma degli uomini liberi,
oggi lo usano solamente i vigliacchi

NON HO POTUTO PUBBLICARE LE FOTO....erano troppo grandi, ma credetemi,
rendevano bene l'idea....INCREDIBILE! Mi piacerebbe incontrarlo quel cacciatore...

DREW
photoestrada(c)
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