Archive for February, 2011

Ride with FEEL….consigli pratici…

Comprendere i cavalli è una forma d’arte. E’più di qualcosa legato a conoscenza e tecnica, è un ISTINTO che ti permette di capire come il cavallo percepisce la vita.Questa cosa NON può essere appresa da un libro o da un video, questa abilità è innata e migliora con l’esperienza.

BILL DORRANCE

Bill Dorrance

In my opinion, il problema più comune che si riscontra tra la gente è il rifiuto di ammattere la propria diretta responsabilità in ogni problema che i loro cavalli presentano. Il mio mestiere è aiutare i cavalli che hanno avuto un cattivo incontro con gli uomini ed hanno sviluppato un sentimento di diffidenza, paura o indifferenza che ha moltiplicato le difficoltà di gestione degli stessi. Quello che cerco di far capire ai proprietari di questi cavalli è il fatto che QUALSIASI problema che hanno da risolvere con il proprio cavallo, dipende direttamente da loro e non è colpa del cavallo. Questo posso affermarlo con assoluta certezza. RAY HUNT diceva “…i cavalli non sbagliano mai, i cavalli hanno sempre ragione…” Continuo a ripetere questo concetto così bene espresso da RAY perchè è assolutamente vero. Soprattutto quando si parla di puledri, questo è ancora più evidente. La ragione di questo sta nel fatto che le persone non prestano sufficiente attenzione a dei piccoli problemi che ogni giorno affrontano con i propri cavalli e puledri. Generalmente ignorano questi piccoli problemi, e questi piccoli problemi si trasformeranno presto in problemi enormi, allora le stesse persone non potranno fare a meno di…notarli. Andiamo a vedere insieme quali possono essere e come fare in modo di evitarli:

1- THINK.Evitare nel modo più assoluto di lasciare che il vostro cavallo o puledro eviti di passare pozze d’acqua (non saltarla, ma attraversarla) , piccoli ostacoli, strettoie. Se il vostro puledro/cavallo si rifiuta di affrontare e risolvere queste minime difficoltà il rifiuto che vi presenterà in futuro sarà direttamente proporzionale alle sue lacune. In gara potrete ritrovarvi gli stessi problemi, per esempio, trasformati in qualcos’altro. Il fatto è che quel NO! che vi dice il cavallo davanti ad una piccola pozza d’acqua si traduce con “non ho fiducia in te…dove mi stai portando?” Dovete invece adoperare il vostro FEEL per presentare ai vostri puledri/cavalli questi piccoli ostacoli e lasciare che loro stessi risolvano l’ostacolo attraverso la fiducia che avete costruito reciprocamente con un solido groundwork (lavoro a terra). SE il vostro cavallo/puledro non riesce a passare una pozzanghera, dovrete tornare indietro, in tondino e risolvere la lacuna che VOI avete lasciato nel percorso educativo precedente. Ricordate che il puledro/cavallo non RIESCE a passare l’ostacolo non è che non voglia farlo e non RIESCE perchè la vostra “presentazione” dell’ ostacolo è sbagliata. Il problema che vi presenta il cavallo è un SINTOMO, non il problema, il problema è da un altra parte e dovete fare molti passi indietro per risolverlo. Non cadete inoltre nella tentazione di dire…” a me non serve che il cavallo passi l’acqua, io sono un cavaliere da dressage, salto, reining o quant’altro…” perchè quel NO del vostro puledro/cavallo lo ritroverete in ogni manovra che presenterete al vostro compagno in arena, ogni manovra , intendo che non convincerà il puledro/cavallo in termini di sicurezza o comodità. Cavalli che si impennano, scartano, sgroppano e saltano via dalle manovre, hanno S E M P R E buchi nel  lavoro a terra che evidentemente è stato svolto con superficialità. Il primo passo per risolvere i problemi del vostro puledro/cavallo è ammettere che VOI avete causato il problema in lui.

2.-  TEMPO. C’è bisogno di spendere MOLTO TEMPO insieme ai cavalli per comprenderli e conoscerli davvero. Il primo requisito di cui non potete fare a meno è il tempo. In termini di ore, giorni, anni. il secondo requisito è la QUALITA’ del tempo che investite col vostro puledro/cavallo. Intendo dire che potete anche stare ore ed ore con i vostri puledri/cavalli, ma se non state lavorando con  il FEEL giusto, avrete sprecato tempo prezioso e costruito problemi e difese. Per questo dovete assolutamente guardarvi allo specchio e dirvi con onestà quanto tempo avete da dedicare al vostro puledro/cavallo. Moltissime persone fanno altri mestieri e sono abili e professionali in ciò che fanno per vivere, però la collettiva smania dell’ addestramento, li porta a “FINGERE” di conoscere un mestiere difficile e delicato come quello del cosidetto ” Horse Trainer” . Questa gente si infila spesso in un tubo di guai e rovina la propria vita e quella dei suoi cavalli rinunciando al divertimento e alla gioia di vivere con il proprio cavallo/puledro. Farebbero meglio a consegnare a validi HORSEMEN ( non trainers) i propri amici e poi goderseli in campagna, a casa in gara….invece no. La mania del trainer fai-da te è diffusa ovunque. Gente impegnata in altri mestieri continua a fingere , nel fine settimana oppure nelle poche ore libere di “addestrare” puledri e cavalli. Questa era una cosa che faceva impazzire RAY HUNT che si chiedeva sempre come un fornaio o un medico pretendessero di addestrare cavalli con il poco tempo a disposizione e la mncanza di ESPERIENZA. Ne parliamo spesso con Buck (Brannaman) ma non riusciamo mai a trovare la soluzione….questi personaggi ci saranno sempre. Il guaio è che ” …per imparare a montare a cavallo è necessario molto tempo , ma chiunque può riuscire a farlo purchè sia dotato di sensibilità, equilibrio, tempismo, dedizione e passione. Per educare un cavallo , invece è assolutamente necessario aver accumulato molta ESPERIENZA. L’esperienza è nutrita dal TEMPO. Il Tempo deve essere stato impegnato bene e con i giusti maestri. Se non siete nati in mezzo ai cavalli e nel posto giusto e con la corretta mentalità, difficilmente riuscirete ad arrivare ad un livello di conoscenza tale da permettervi di COMPRENDERE ed EDUCARE puledri e cavalli. Potrete essere buoni o ottimi cavalieri, ma gli UOMINI DI CAVALLI hanno un dono speciale e tutti sono nati tra i cavalli e non hanno mai fatto altro nella loro Vita che vivere con loro, poichè una vita intera è troppo breve per comprendere davvero i cavalli al livello di essere considerato “UOMO DI CAVALLI”. Se fate un altro mestiere godetevi i vostri cavalli ed affidate alle mani esperte di un horseman con molto feel il vostro puledro…” Queste le parole di BILL DORRANCE che a 93 anni affermava ancora di non aver compreso davvero e a fondo i cavalli….”se soltanto avessi avuto qualche anno ancora, forse ci sarei riuscito” disse prima di morire uno degli UOMINI DI CAVALLI più grandi del mondo.

Drew  Mischianti 1972.

3. UMILTA’. Ingrediente indispensabile. Dovreste vedermi quando sono ad un clinic di Buck. Ascolto, oservo, eseguo. Cerco di imparare il giusto modo per imparare. Ammetto i miei errori, lavoro per risolverlo e controllo costantemente il confine dei miei limiti cercando nella conoscenza del mio Maestro l’atteggiamento giusto per superarli.

4. FEEL. dovete cercare il Feel in ogni momento della vostra vita. E’ difficile ma possibile. Evitate le scorciatoie fatte di tutte quelle strane attrezzature fatte di catene, fruste, martingale, chiudibocca, morsi “correttivi”, abbasatesta, tie downs etc. Tutte queste cose vi allontaneranno dal FEEL e renderanno il vostro cavallo duro, scontroso ed infelice. Questo non vuol dire che non riuscirete ad ottenere da lui quello che volete, significa che avrete come compagno di vita uno SCHIAVO non un AMICO. Questo dipende da voi. Se per voi la GARA, la VITTORIA è piu’ importante della BELLEZZA e dell’ ARMONIA probabilmente cerceherete le scorciatoie. Se invece cercherete con tutto voi stessi il FEEL arriverete con GRAZIA a raggiungere risultati inimmaginabili con i vostri cavalli e si, anche in GARA potrete raggiungere la VITTORIA. Il mio consiglio è di non farvi contaminare dal mito della competizione. Albert Einstein soleva dire “la competizione è il giocattolo degli sciocchi”. Viviamo in una società competitiva , in un mondo che assomiglia costantemente ad una gara. Alcuni di noi sono avvelenati dal falso mito della competizione e si avvelenano. Iniziano a pensare soltanto a questo , mentre lavorano con i propri puledri/cavalli e si distruggono o meglio, distruggono i loro cavalli. La competizione , nella nostra società è un valore. Per me la competizone è un divertimento, non il traguardo della mia Vita con i cavalli. Ed ho un’altra notizia per i malati…i “garisti puri”…:- i cavalli non sanno cosa voglia dire  C O M P E T I Z I O N E. I cavalli odiano la competizione, non la capiscono. I cavalli e gli altri animali, tranne l’uomo ragionano in termini di sopravvivenza e cercano sicurezza e comodità. Non dovete mescolare questi concetti con la COMPETIZIONE. In Natura non vince il più forte, colossale balla globale, ” In Natura vince il più intelligente” ( C.Darwin) e non in termini di podio, ma di sopravvivenza. pensateci su alla prossima gara. Tentate di approcciare le gare come facciamo noi. Con un grande sorriso, con ottimismo, con l’intento di divertirvi insieme ai vostri cavalli e non di vincere a tutti costi. Probabilmente, come capita a noi, riuscirete a vincere a volte , ma sempre tornerete a casa con i cavalli felici, sereni e sani.

Trasferta AIQH…nel nome di RAY HUNT.

Tra poco scenderemo in arena. Come un branco di gladiatori per portare in alto un pensiero. Un pensiero che un uomo speciale, straordinario e magico ha portato in giro per il mondo per tutta la sua vita. Il pensiero di equitare e vivere con FEEL. Quell’ uomo era RAY HUNT. Le gare della AIQH cadono il 12 Marzo, giorno del mio compleanno e della sua morte, prematura e disastrosa per me ( e per tanti ) avvenuta due anni fa. Per tutta la crew che parteciperà allo Spring Show della AIQH, sarà un’occasione per ricordare RAY. Un modo per raccontare a tutti la sua storia. Quel giorno terrò un clinic, il sabato alle 13.00 e sarà tutto dedicato a lui. Qualsiasi cosa faremo quei giorni sarà in nome di RAY. Chi farà parte della nostra scuderia sarà dentro a tutto questo.  porteremo con noi, in gara un simbolo per onorare il suo nome e faremo di tutto per montare i nostri cavalli con FEEL e dimostrare che è possibile competere in un circuito agonistico rispettando i sacrosanti principi dell’ equitazione naturale e non scendere a compromessi.

Groundwork…l’importanza del lavoro a terra.

In mia opinione il mondo dei cavalli è diviso nettamente in due parti. Quelli che fanno solo lavoro a terra con cavalli e puledri e quelli che non ne fanno abbastanza. Logicamente equilibrio e misura già suggeriscono che con minime doti di buon senso si dovrebbe capire che esagerare oppure essere insufficienti rappresenta in entrambi i casi, un estremo.

Tom Ray e Bill tre grandi Horsemen che hanno insegnato al mondo l’importanza di un CORRETTO groundwork.

Esagerare con il groundwork puo’ essere dannoso per un cavallo o con un puledro, poichè questi potrà facilmente annoiarsi oppure iniziare ad indurirsi e creare reazioni e successivamente difese, alle pressioni esercitate dall’ uomo. Un corretto groundwork deve essere alternato comunque da lavoro montato od altri esercizi e non si deve cadere nell’errore di ritrovarsi nel tondino con un cavallo ammaestrato, non addestrato. La differenza è gigantesca. D’altra parte e nella maggior parte dei casi, i cavalli vengono educati a terra in modo molto approssimativo.Una grande percentuale non è neppure realmente “rotta” a cavezza. Molti infatti confondono infilare la cavezza ad un cavallo con il convincerlo a seguirvi con fiducia. Un cavallo oppure un puledro dovrebbe essere tanto soffice in cavezza da essere condotto con un filo di lana al posto della longhina. Provateci, poi mi saprete dire. Il guaio piu’ grande è che la stragrande maggioranza della gente CREDE di saper eseguire un corretto groundwork, mentre in realtà non solo sbaglia ma, in più inizia a costruire difese e difetti, nei puledri soprattutto, che difficilmente scompariranno nell’ età adulta.

Drew working in the round pen

IL GROUNDWORK o lavoro a terra è un Arte. Non si potrà mai essere bravi abbastanza nell’ esprimerla. Ricordo pomeriggi lunghi e polverosi in Nevada, in un tondino con i tre anni. Il mio maestro era un allievo di Tom (Dorrance) e non aveva molto tempo da perdere con me. Mi disse chiaramente “..hai due giorni per dimostrarmi se sei fatto per lavorare con i puledri, se non sei abbastanza capace è meglio che torni al ranch…” eravamo in un cowcamp che aveva un unico tondino scassato tenuto su col filo di ferro e gli scongiuri e venti puledri selvatici come antilopi da sistemare. Non tutti hanno la sensibilità per lavorare con i puledri, come non tutti hanno il dono di insegnare ai bambini. Ma la mania dell’ insegnamento e dell’ addestramento è piuttosto diffusa. Per questo ci ritroviamo con Trainers terribili e professori orrendi, tranne eccezionali eccezioni.

Drew workin’ a colt

Ho avuto la determinazione, la voglia, l’ossessione e la fortuna di lavorare con dei grandi horsemen. Il comune denominatore di ognuno è un ottimo, fondamentale groundwork. Buck (Brannaman) me lo ripete sempre, appena ci ritroviamo alle prese con un cavallo problematico …”Drew eccone un altro. Qualche fenomeno che crede di fare il trainer ha saltato un po’ di lezioni con questo scolaro…”

Buck Brannaman groundwork

Posso assicurarvi che TUTTI i guai piccoli o grandi che vi ritrovate in sella derivano da buchi e lacune nel lavoro a terra. In un modo o nell altro io vedo e monto decine e decine di cavalli diversi nel mio continuo vagabondare da un clinic ad un altro e posso essere una fonte attendibile piuttosto sicura.

Natalia Estrada and friend.

Il GROUNDWORK è davvero un momento delicato e fondamentale nella vita di un cavallo. E non illudetevi, il GROUNDWORK non rappresenta l’asilo nel percorso educativo di un puledro, ma quantomeno asilo elementari e medie…Molti credono di saperlo fare ed invece sbagliano e di grosso. Ricordate sempre che non importa da quanto tempo fate una cosa, ma se la fate giusta. Altrimenti continuate a sbagliare e continuerete in eterno. Vedo ogni giorno , con sommo orrore, gente che lavora a terra cavalli in modo esattamente opposto a come dovrebbe essere. Ho speso ed investito molto tempo nel lavoro a terra. Come ho detto, ho avuto grandi maestri. Una delle persone più dotate in questo, per esempio è Natalia. Il groundwork, se espresso bene, necessita armonia, coordinazione, ritmo, equilibrio, tatto, tecnica e conoscenza. Credo che Natalia sappia esprimerlo cosi’ bene per via di quindici anni di danza classica…che c’entrano molto di piu’ di quanto si creda nel vivere con i cavalli. RAY HUNT nel suo splendido libro, fa continuamente paragoni con la danza , quando parla dell’ unione del binomio. Se siete goffi, scoordinati e senza …FEEL difficilmente riuscirete a comunicare a terra ( ed in sella, peggio) con il vostro cavallo ed ancor meno col vostro puledro. Non dimenticate mai che lavorare in un buon tondino è fondamentale. Meglio un bel tondino che una bella arena. Io preferirei avere un tondino solido di venticinque metri di diametro ed un prato al posto di un arena , che il contrario. NESSUNO ( tranne rarissime eccezioni ) puo’ riuscire a compiere un lavoro decente con un puledro , senza un tondino.

Il nostro amico Ethan , in Nevada

Non sottovalutate mai l’importanza del groundwork e fate in modo di impararlo bene. Vi servirà.

Il problema…torniamo sempre li’, è l’esperienza, che è l’unica cosa che non si puo’ insegnare.

Questo , ovviamente è soltanto il mio punto di vista….ma io ci vedo bene.

DREW

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