Ride with FEEL….consigli pratici…
Comprendere i cavalli è una forma d’arte. E’più di qualcosa legato a conoscenza e tecnica, è un ISTINTO che ti permette di capire come il cavallo percepisce la vita.Questa cosa NON può essere appresa da un libro o da un video, questa abilità è innata e migliora con l’esperienza.
BILL DORRANCE
Bill Dorrance
In my opinion, il problema più comune che si riscontra tra la gente è il rifiuto di ammattere la propria diretta responsabilità in ogni problema che i loro cavalli presentano. Il mio mestiere è aiutare i cavalli che hanno avuto un cattivo incontro con gli uomini ed hanno sviluppato un sentimento di diffidenza, paura o indifferenza che ha moltiplicato le difficoltà di gestione degli stessi. Quello che cerco di far capire ai proprietari di questi cavalli è il fatto che QUALSIASI problema che hanno da risolvere con il proprio cavallo, dipende direttamente da loro e non è colpa del cavallo. Questo posso affermarlo con assoluta certezza. RAY HUNT diceva “…i cavalli non sbagliano mai, i cavalli hanno sempre ragione…” Continuo a ripetere questo concetto così bene espresso da RAY perchè è assolutamente vero. Soprattutto quando si parla di puledri, questo è ancora più evidente. La ragione di questo sta nel fatto che le persone non prestano sufficiente attenzione a dei piccoli problemi che ogni giorno affrontano con i propri cavalli e puledri. Generalmente ignorano questi piccoli problemi, e questi piccoli problemi si trasformeranno presto in problemi enormi, allora le stesse persone non potranno fare a meno di…notarli. Andiamo a vedere insieme quali possono essere e come fare in modo di evitarli:
1- THINK.Evitare nel modo più assoluto di lasciare che il vostro cavallo o puledro eviti di passare pozze d’acqua (non saltarla, ma attraversarla) , piccoli ostacoli, strettoie. Se il vostro puledro/cavallo si rifiuta di affrontare e risolvere queste minime difficoltà il rifiuto che vi presenterà in futuro sarà direttamente proporzionale alle sue lacune. In gara potrete ritrovarvi gli stessi problemi, per esempio, trasformati in qualcos’altro. Il fatto è che quel NO! che vi dice il cavallo davanti ad una piccola pozza d’acqua si traduce con “non ho fiducia in te…dove mi stai portando?” Dovete invece adoperare il vostro FEEL per presentare ai vostri puledri/cavalli questi piccoli ostacoli e lasciare che loro stessi risolvano l’ostacolo attraverso la fiducia che avete costruito reciprocamente con un solido groundwork (lavoro a terra). SE il vostro cavallo/puledro non riesce a passare una pozzanghera, dovrete tornare indietro, in tondino e risolvere la lacuna che VOI avete lasciato nel percorso educativo precedente. Ricordate che il puledro/cavallo non RIESCE a passare l’ostacolo non è che non voglia farlo e non RIESCE perchè la vostra “presentazione” dell’ ostacolo è sbagliata. Il problema che vi presenta il cavallo è un SINTOMO, non il problema, il problema è da un altra parte e dovete fare molti passi indietro per risolverlo. Non cadete inoltre nella tentazione di dire…” a me non serve che il cavallo passi l’acqua, io sono un cavaliere da dressage, salto, reining o quant’altro…” perchè quel NO del vostro puledro/cavallo lo ritroverete in ogni manovra che presenterete al vostro compagno in arena, ogni manovra , intendo che non convincerà il puledro/cavallo in termini di sicurezza o comodità. Cavalli che si impennano, scartano, sgroppano e saltano via dalle manovre, hanno S E M P R E buchi nel lavoro a terra che evidentemente è stato svolto con superficialità. Il primo passo per risolvere i problemi del vostro puledro/cavallo è ammettere che VOI avete causato il problema in lui.
2.- TEMPO. C’è bisogno di spendere MOLTO TEMPO insieme ai cavalli per comprenderli e conoscerli davvero. Il primo requisito di cui non potete fare a meno è il tempo. In termini di ore, giorni, anni. il secondo requisito è la QUALITA’ del tempo che investite col vostro puledro/cavallo. Intendo dire che potete anche stare ore ed ore con i vostri puledri/cavalli, ma se non state lavorando con il FEEL giusto, avrete sprecato tempo prezioso e costruito problemi e difese. Per questo dovete assolutamente guardarvi allo specchio e dirvi con onestà quanto tempo avete da dedicare al vostro puledro/cavallo. Moltissime persone fanno altri mestieri e sono abili e professionali in ciò che fanno per vivere, però la collettiva smania dell’ addestramento, li porta a “FINGERE” di conoscere un mestiere difficile e delicato come quello del cosidetto ” Horse Trainer” . Questa gente si infila spesso in un tubo di guai e rovina la propria vita e quella dei suoi cavalli rinunciando al divertimento e alla gioia di vivere con il proprio cavallo/puledro. Farebbero meglio a consegnare a validi HORSEMEN ( non trainers) i propri amici e poi goderseli in campagna, a casa in gara….invece no. La mania del trainer fai-da te è diffusa ovunque. Gente impegnata in altri mestieri continua a fingere , nel fine settimana oppure nelle poche ore libere di “addestrare” puledri e cavalli. Questa era una cosa che faceva impazzire RAY HUNT che si chiedeva sempre come un fornaio o un medico pretendessero di addestrare cavalli con il poco tempo a disposizione e la mncanza di ESPERIENZA. Ne parliamo spesso con Buck (Brannaman) ma non riusciamo mai a trovare la soluzione….questi personaggi ci saranno sempre. Il guaio è che ” …per imparare a montare a cavallo è necessario molto tempo , ma chiunque può riuscire a farlo purchè sia dotato di sensibilità, equilibrio, tempismo, dedizione e passione. Per educare un cavallo , invece è assolutamente necessario aver accumulato molta ESPERIENZA. L’esperienza è nutrita dal TEMPO. Il Tempo deve essere stato impegnato bene e con i giusti maestri. Se non siete nati in mezzo ai cavalli e nel posto giusto e con la corretta mentalità, difficilmente riuscirete ad arrivare ad un livello di conoscenza tale da permettervi di COMPRENDERE ed EDUCARE puledri e cavalli. Potrete essere buoni o ottimi cavalieri, ma gli UOMINI DI CAVALLI hanno un dono speciale e tutti sono nati tra i cavalli e non hanno mai fatto altro nella loro Vita che vivere con loro, poichè una vita intera è troppo breve per comprendere davvero i cavalli al livello di essere considerato “UOMO DI CAVALLI”. Se fate un altro mestiere godetevi i vostri cavalli ed affidate alle mani esperte di un horseman con molto feel il vostro puledro…” Queste le parole di BILL DORRANCE che a 93 anni affermava ancora di non aver compreso davvero e a fondo i cavalli….”se soltanto avessi avuto qualche anno ancora, forse ci sarei riuscito” disse prima di morire uno degli UOMINI DI CAVALLI più grandi del mondo.
Drew Mischianti 1972.
3. UMILTA’. Ingrediente indispensabile. Dovreste vedermi quando sono ad un clinic di Buck. Ascolto, oservo, eseguo. Cerco di imparare il giusto modo per imparare. Ammetto i miei errori, lavoro per risolverlo e controllo costantemente il confine dei miei limiti cercando nella conoscenza del mio Maestro l’atteggiamento giusto per superarli.
4. FEEL. dovete cercare il Feel in ogni momento della vostra vita. E’ difficile ma possibile. Evitate le scorciatoie fatte di tutte quelle strane attrezzature fatte di catene, fruste, martingale, chiudibocca, morsi “correttivi”, abbasatesta, tie downs etc. Tutte queste cose vi allontaneranno dal FEEL e renderanno il vostro cavallo duro, scontroso ed infelice. Questo non vuol dire che non riuscirete ad ottenere da lui quello che volete, significa che avrete come compagno di vita uno SCHIAVO non un AMICO. Questo dipende da voi. Se per voi la GARA, la VITTORIA è piu’ importante della BELLEZZA e dell’ ARMONIA probabilmente cerceherete le scorciatoie. Se invece cercherete con tutto voi stessi il FEEL arriverete con GRAZIA a raggiungere risultati inimmaginabili con i vostri cavalli e si, anche in GARA potrete raggiungere la VITTORIA. Il mio consiglio è di non farvi contaminare dal mito della competizione. Albert Einstein soleva dire “la competizione è il giocattolo degli sciocchi”. Viviamo in una società competitiva , in un mondo che assomiglia costantemente ad una gara. Alcuni di noi sono avvelenati dal falso mito della competizione e si avvelenano. Iniziano a pensare soltanto a questo , mentre lavorano con i propri puledri/cavalli e si distruggono o meglio, distruggono i loro cavalli. La competizione , nella nostra società è un valore. Per me la competizone è un divertimento, non il traguardo della mia Vita con i cavalli. Ed ho un’altra notizia per i malati…i “garisti puri”…:- i cavalli non sanno cosa voglia dire C O M P E T I Z I O N E. I cavalli odiano la competizione, non la capiscono. I cavalli e gli altri animali, tranne l’uomo ragionano in termini di sopravvivenza e cercano sicurezza e comodità. Non dovete mescolare questi concetti con la COMPETIZIONE. In Natura non vince il più forte, colossale balla globale, ” In Natura vince il più intelligente” ( C.Darwin) e non in termini di podio, ma di sopravvivenza. pensateci su alla prossima gara. Tentate di approcciare le gare come facciamo noi. Con un grande sorriso, con ottimismo, con l’intento di divertirvi insieme ai vostri cavalli e non di vincere a tutti costi. Probabilmente, come capita a noi, riuscirete a vincere a volte , ma sempre tornerete a casa con i cavalli felici, sereni e sani.











