Archive for Giugno, 2010

About Saddles…

Letter number one.

Dear Ray,

mi ha reso molto felice sapere che sei ok.

Penso spesso a come te la stai cavando lì al P-E ed è bello sapere che stai magnificamente bene. Non dimenticarti di dare una gran pacca sulla spalla al cuoco che mi conosce sul serio e deve avere ancora la mia tazza di latta attaccata ai ganci del chuckwagon. Digli pure che quella tazza puoi usarla tu ma nessun altro. Deve rimanere lì finchè non ritorno così che possa sedermi la sera davanti al fuoco di bivacco e succhiarmi lentamente il mio caffè con un goccio di Crown dentro per dargli un pò di carattere. Il P-E, in fondo deve essere un posto niente male ed è strano che non voglia andarci mai nessuno. Guarda se riesci a roppare un bel cavallo per me. Ti ricordi quello che montavo in Oregon? Ecco vedi se riesci a trovarne uno così.

Qui da noi si tira avanti piuttosto bene. Abbiamo molto da fare a sbrindellare per bene le mulehides delle nostre selle lavorando col bestiame ogni giorno oppure con i cavalli. Le consumiamo come ogni dannato Vaquero professionista dovrebbe fare. Sulla mia sella nuova, la pelle è già quasi andata del tutto e devo nuovamente sostituirla. Questo lavoro siamo gli unici a farlo. E’ pieno di contaballe in giro che se la raccontano e se la rimestano per davvero mentre noi stiamo qui a consumarci corde, pelle e a farci venire i calli. In sella tutti i giorni. Sempre comunque per bene e veramente.

Mi manca la tua voce e le cose sempre interessanti che mi dici. Mi piacerebbe ricevere una tua dal P-E ma so che è difficile laggiù e quindi non preoccuparti.

Saremo in ballo tutta l’estate con vacche e tori , i nostri cavalli e quel puledro che sai …credo verrà fuori un gagliardo figlio di cane e non vedo l’ora di iniziare a lavorarci davvero. E’ bello e forte ed ha la faccia da chi non glie ne importa del resto e ci assomiglia Ray, vedessi come ci assomiglia. Grazie per la telefonata dell’ altro giorno. Qui era notte fonda ma tu chiama quando vuoi. Nessun problema e sentirti è sempre una festa. Ti ringrazio per l’invito  e sappi che sarebbe tre volte bellissimo averti qui tra noi. Mi piace il grigio che montavi sull’ ultima foto che mi hai mandato, bello , anche lui con una strana e cruda faccia da duro.

Qui cerchiamo di fare del nostro meglio e rimanere veri e selvatici come ci hai insegnato tu e tenere alla larga i buffoni ed i giullari e quelli che si vestono da Vaqueros e poi non ne sanno niente ma vanno in giro a raccontarla… lo ripeto come ci hai insegnato tu tanti anni fa , quando questi sparabugie professionisti ancora erano a fare altro, con le loro belle scarpette da barca ai piedi ed il gelato in mano…. Te li ricordi quelli li’, quelli che tu volevi io lasciassi sulla I-80 prima di Winnemucca? Sono ancora in giro. Più irriverenti che mai, gonfi di boria e balle come zecche sazie sulla schiena di un cane, ma Ray, io non ci faccio più caso. Bada però che tra poco arriveranno  da quelle parti, bè non certo al P-E, ma lì vicino un pò di questi presuntuosi bugiardi a cercare di scroccare vitto e alloggio tra i nostri amici. Faranno il mio nome. Diranno che mi conoscono, che li ho mandati io, che sono pane e burro con me…balle e lo sai molto bene. Avverti in giro, chiama tutti, anche BB, soprattutto BB. Digli che i Coyotes stanno scendendo dalla montagna, lui capirà.

Chiudo abbracciandoti forte e dicendoti che sento intensamente la tua mancanza e che sarebbe bello mi venissi a trovare ogni tanto. Chiama ancora quando vuoi, anche in mezzo alla notte. Giù da noi va tutto bene , Hamley è sempre più straordinaria ed autentica e finalmente abbiamo tutto il cielo blu , col sole al posto giusto e serate fresche e limpide ed un dito di ammazzagiganti tra le dita e la stanchezza buona nelle gambe appena tirata giù dalla sella.

Saluta tutti al P-E. So che avete già marchiato e so che erano tanti. Ora vi aspetta la lunga transumanza e spassatevela anche per me.

Ti voglio bene Ray.

DREW

Out there…

Grosse libellule blu volano sul bordo del torrente.

La campagna è verde come un grosso smeraldo lucido.

Le colline respirano il primo sole di un’ estate attesa a lungo, durante i mesi gelidi e nevosi di un inverno difficile da dimenticare.

Sono là fuori. Loro tre. In sella.

Li lega il sentimento privo del sangue.

Li unisce lo stesso stupore per questo prodigio che chiamano Natura.

Eccoli nel bosco profumato dai fiori d’acacia.

Salgono il colle, i cavalli sbuffano.

Ghiandaie cornacchie e poiane se ne vanno in giro, proiettando ombre strane sui loro cappelli.

Finalmente scollinano.

Una brezza gentile scompiglia le criniere dei cavalli.

Quelle criniere che sono le loro bandiere, il vessillo del loro resistere.

In fondo, nell’ orizzonte turchese di cielo, le montagne gravi di neve rimangono impavide e gagliarde al confine del sogno.

Sono là fuori. Loro tre. In sella.

Perchè non potrebbero essere altrove.

DREW.


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