Alpitrek….feel the spirit.
“Non importa dove è il suo corpo
là dove è il suo spirito sarà bello andare per tutti noi.”
Alce Nero
Mercoledì 17 giugno l’Alpitrek partirà per raggiungere i laghi Bellety dove “vive” lo spirito di Luciano
Sono passati vent’anni dalla sua morte
L’Alpitrek raggiungerà i rifugi di vallestretta sabato 20
Là incontrerà gli scouts e gli altri amici di luciano e insieme raggiungere nel tramonto il Col di Thures
I basti sostituiranno le selle dei nosrti amati cavalli per portare l’equipaggiamento

PS. Luciano era il nostro capo
a vent’anni dalla morte l’ennesimo regalo
una settimana sul terreno, nell’aria pura delle montagne




Sono stato lassu’ in compagnia di Natalia e Tali ed avrei tanto voluto Rebecca e Riccardo con me.
Luogo mistico. Magico, strano. Forse perchè vi abita Luciano.
Un capo, nel senso indiano del termine, nel senso scout del termine.
Lo sentiu lo annusi lo avverti lo pensi lo respiri sulla pelle quella sensazione lì e chi ti dice che è autosuggestione è uno scem o un povero o un povero scemo.
Il Cippo è un luogo vero.
Siamo saliti lassu’ con i nostri cavalli e col cuore gonfio d’amore e d’avventura in mezzo a una tormenta di fulmini.
La nostra guida era Vecchio Lupo.
Ci dobbiamo tornare.
Ci manca Valle Stretta, ci manca la Magia di quei matti dell’ Alpitrek. Ma saremo insieme a Paluzza e questo è bene, come dice la Mancinelli, questo è bene.
Lunga vita a te Luciano.
Lunga vita.
Sei sempre lassu’. sei sempre qui. Simbolo per tanti che non ti hanno mai conosciuto ma sempre ammirato. Vivi negli occhi di tuo figlio Mauro e sei qui.
Luciano.
Il nome di mio papà, strano anche questo.
Che il tuo cuore voli in alto come un Falo, Capo.
Uccide Il Lupo (Drew)
.-LE PAROLE DI MAURO FERRARIS dal sito dell alpitrek…per vedere le foto saltate sul web…www.alpitrek.com
La magia esiste
si percepisce, a volte si vede. Alcuni la vedono.
Lei ama danzare lungo il torrente, nel tramonto, tende la mano e puoi danzare con lei
è delicata, potente, stai finalmente un po’ “bene”.
In Vallestretta Essa entra nelle vene dei cavalli, i cavalli hanno dipinti i suoi segni,
i loro mantelli diventano splendidi.
L’Alpitrek da sempre alla fine di luglio si trasferisce lassù, dove l’erba è buona, l’aria fresca, l’acqua è pura, un posto magnifico riparato dal vento con legna da bruciare.
A volte tempesta, a volte in agosto nevica, ma sempre i Re Magi sorvegliano e il Tabor protegge.
L’Alpitrek aveva stretto un’alleanza con loro nei tempi remoti, quando gli elfi vivevano ancora nella terra di mezzo e i draghi scaldavano il collo con l’alito.
Questa alleanza è stata mantenuta.
Sauron ha paura del luogo e lo lascia in pace.
Vallestretta è per l’Alpitrek quello che per i Lakota ostili era il territorio del Powder,
là possono “essere” ancora liberi.
- il primo trekking è di tre giorni, si parte venerdì 31 luglio e si rientra al campo domenica sera 2 agosto; si chiama “delle fortezze nascoste”: spettacolare, non presenta particolari difficoltà alla progressione, si scavalcano cinque colli tutti sopra i 2500 metri, sono visibili i confini del mondo dal limite del cielo
- il secondo è di cinque giorni, da domenica 16 agosto a giovedì 20, si svolge senza logistico, l’acqua bagna il vento asciuga; è il “grande anello del Tabor”: si passa dal mitico campo di Roschilde, fortezza sicura, gli orchetti girano al largo, si rientra passando dalle sorgenti della Durance
- la spedizione/pellegrinaggio al Monte Tabor 3178m è per venerdì 7, tempo permettendo
Chi vuole partecipare a qualcuna di queste “gite” faccia un passo avanti riceverà istruzioni.
Ovviamente nelle giornate “normali” le passeggiate sono all’ordine del giorno
Notizie
ci sono due rifugi vicini dove si può far colazione e dormire;
l’alimentare più vicino è a Bardonecchia;
il costo del cavallo è di 100 € al giorno;
per chi viene col proprio cavallo è di 50 € al giorno;
il vitto è a carico del singolo cavaliere
Questa è la Vallestretta. In fondo lungo il fiume si vede l’accampamento vicino le case della frontiera, sulla sinistra appena coperto dalle nuvole il Tabor, al centro il Castello dei Serù, a destra il Colle di Vallestretta.
Siamo in Francia, montagne di famiglia piene di amici padri sorelle, irripetibili e irrinunciabili.
La piramide di roccia alta sulla sinistra è Punta Charrà, l’Alpitrek bivacca sul suo collo, dove la prateria alpina cede passo alla pietra. I corvi quando ci vedono arrivano: fanno compagnia, sono corvi imperiali, abitano le caserme abbandonate in quota, aspettano la partenza della compagnia per banchettare con le cose che noi lasciamo per loro. La medicina è buona solo quando tutti sono contenti, bipedi quadrupedi e volatili, quello che i nostri sciamani chiamano “equilibrio del rispetto”.
Qui il tabor si vede bene, il panettone innevato lontano sulla sinista; al centro il Castello dei Serù.
Oggi è ozio, magnifico ozio quello che solo i sereni possono gustare appieno.
Questo è il torrione del barabas, ben visibile dall’accampamento, gli elfi silvani passano spesso per tenere a bada gli orchetti, gli ho visti una sola volta, per caso, poteva essere il ’64 del secolo scorso, ma ero in moto non a cavallo, se ne sono andati senza parlare così ho imparato a non disturbare
Questa è l’alta valle della Durance alle 10 del mattino, l’Alpitrek ha già fatto la seconda colazione dopo tre ore di marcia.
Guardate questa valle, guardatela attentamente è magnifica, resta in pancia anche se quando ci passi sei troppo stanco per accorgerti della sua bellezza.
Amiamo passarci, amiamo bivaccarci
L’Alpitrek in sosta 30 metri sotto il Colle delle Muande.
Son posti dove cavalli e cavalieri procedono sereni senza urla o schiamazzi, pochi addestrati con autodisciplina
Corrado lascia il campo. La partenza di un kamerata è triste ma ci rivedremo
Particolare della chiusura della copertura, semplice pratico geniale, i primitivi volevano vivere bene, anche noi
Scalpi al vento sui pali dimostravano, nei vecchi gloriosi tempi passati, la forza della banda. Attenti corvi o visi pallidi, se venite in pace l’ospitalità è wakan ma se venite a prender scalpi o a rubare cavalli i vostri lunghi capelli andranno ad abbellire i nostri tipì mentre le donne urleranno di gioia
grazie Andrea ci tratti meglio di quello che meritiamo
hai sempre un posto tuo intorno al cerchio dei nostri fuochi
sono appena rientrato con gru dall’alta valle
siamo andati per fare incetta di pali per i tipì
larici e pini belli leggeri sottili e lunghi come quelli delle “colline nere”
abbiamo parlato di voi
e
adriana ha trovato una penna di “wambli galenska” sulla montagna oltre la foresta
la penna di adriana ora è con noi
è buona “medicina”
mercoledì possiamo partire sereni
non è una spedizione di guerra nè esplorativa
il tema della veglia è : essenzialità
la prepareremo marciando
per presentarla al cippo
i cavalli sono in gran forma
umilmente sono sicuro che tutto andrà bene
grazie ancora
Grazie a te Vecchio Lupo…tu e i tuoi ragazzi fate sempre volare il mio cuore in alto, come wambli…
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